Home » Mostre » Wo/man ray. Le seduzioni della fotografia

Fino al 19 gennaio CAMERA ospita una grande mostra omaggio al maestro della fotografia dadaista e surrealista, Man Ray.

Si tratta di 200 fotografie tutte dedicate alla figura della donna, tra cui alcuni scatti che hanno fatto la storia, come Noire et blanche”, “Le violon d’Ingres” e “Lacrime di vetro.

Nelle sue opere il corpo femminile subisce continue trasformazioni di forma e significato, passando da forma astratta a oggetto di seduzione, da memoria di gusto classico a ritratto realistico.

E questo può accadere grazie alla notevole abilità tecnica di Man Ray, che rivoluziona il mondo della fotografia,  con le solarizzazioni, le doppie esposizioni, ma soprattutto con i famosi rayogrammi.


Le donne di Man Ray

Ovviamente la mostra dà la giusta attenzione alle muse di Man Ray, come Kiki de Montparnasse, Nusch Éluard, Lee Miller, Berenice Abbott, Meret Oppenheim e Dora Maar.

Ma c’è anche un aspetto innovativo. Viene finalmente sottolineato il fatto che molte di queste donne siano state a loro volta artiste di punta dell’avanguardia dada e surrealista, tanto da poterle considerare a tutti gli effetti protagoniste indiscusse della storia della fotografia del XX secolo.

Pertanto, oltre alle fotografie di Man Ray, in mostra troviamo anche:

  • I ritratti eseguiti da Berenice Abbott che raffigurano personaggi che hanno segnato gli anni parigini, a cavallo tra le due guerre mondiali: dall’editrice Sylvia Beach al fotografo Eugène Atget, dallo scrittore James Joyce al pittore Léonard Foujita.
  • L’indagine sulla figura femminile di Lee Miller, un’altra grande collaboratrice di Man Ray;
  • Le fotografie di street photography e di paesaggio di Dora Maar, l’infelice compagna di Picasso.

The fifty faces of Juliet

Particolare attenzione merita il portfolio dedicato all’ultima moglie, Juliet Browner.

Si tratta di una serie di immagini sensuali in bianco e nero, in cui Juliet cambia continuamente ruolo, passando dalla conturbante odalisca alla donna egizia, fino all’intraprendente cowgirl.

Da una parte rappresentano un raffinato esercizio di stile, in cui Man Ray sperimenta tutte le sue tecniche; dall’altra sono la testimonianza della grande passione verso quella che si può definire la donna della sua vita.


Qualche notizia in più su Man Ray

Man Ray è un artista dalle mille forme espressive: fotografo per eccellenza, ma anche grafico, cineasta, scultore e ritrattista.

Un personaggio indubbiamente eccentrico, con un forte desiderio di provocare e “ribellarsi” al moralismo dell’epoca.

Fondamentali per la sua carriera, l’amicizia con Marcel Duchamp che lo avvicina al dadaismo e la successiva adesione al movimento surrealista di Breton.

Trovatemi scelte artistiche più ribelli e anticonvenzionali di così!

Il Dadaismo nasce a Zurigo nel 1915 per opera di Tristian Tzara , come movimento artistico contro la borghesia, la guerra e il capitalismo. A tal scopo i suoi artisti utilizzano gli strumenti dell’ironia e della provocazione per realizzare opere di primo impatto incomprensibili.

Il Surrealismo nasce in Francia nel 1924 con il manifesto di André Breton, in cui si esalta il ruolo dell’inconscio e del subconscio nell’atto creativo, per infrangere le regole della ragione, che impediscono la più autentica espressione artistica.

Les plus belles rues de Paris

In mostra troverete un esempio molto calzante di quello che sono stati in grado di inventarsi i surrealisti.

In occasione dell’Esposizione internazionale surrealista del 1938, una delle sezioni espositive è dedicata a Le più belle vie di Parigi, personificate da una ventina di manichini rivisitati in modo molto fantasioso dai surrealisti, come potrete osservare dalle fotografie di Man Ray.


L’uomo – raggio

Adesione al dadaismo e poi al surrealismo. Ma qual era il punto centrale dell’arte di Man Ray?

Già dal suo pseudonimo (il vero nome è Emmanuel Radnitzky) possiamo dedurre il filo conduttore della sua ricerca espressiva. Ray è il raggio, inteso come luce.

E infatti contrasti spesso accecanti e scala di grigi praticamente assente sono tipici dei suoi scatti.

Ma non solo. Man Ray fece innumerevoli sperimentazioni legate alla resa della componente luminosa nelle sue foto.

La Rayografia

Non si può evitare di parlare della sua invenzione più famosa, i rayogrammi, ovvero immagini fotografiche ottenute esponendo a una fonte luminosa oggetti appoggiati a carta ancora fotosensibile.

Risultato: contrasti fortissimi, forme distorte e aspetto spettrale… tutto molto surreale, come piaceva a lui.

In mostra troverete il portfolio Electricitè, realizzato nel 1931 in collaborazione con Lee Miller, che rappresenta uno dei massimi esempi di questa tecnica, la cui novità ha un perfetto corrispettivo nell’innovazione della corrente elettrica.

Esempi di Rayogrammi di Man Ray

La solarizzazione

Un’altra tecnica di sua invenzione è la solarizzazione, in cui alcune porzioni dei negativi fotografici vengono sovraesposte, determinando un alone bianco intorno al soggetto.

Se nel negativo queste zone appaiono bianche, nella stampa diventano sagome scure che si sovrappongono all’immagine originale, arricchendole di sfumature e effetti di rilievo.

Esempio di solarizzazione di Man Ray

Il taglio delle immagini

Man Ray usava anche il taglio delle immagini per ottenere delle immagini  più fedeli possibili al suo intento.

In mostra, grazie a un importante prestito del CSAC di Parma, si possono confrontare le prove a contatto con le stampe, che mostrano le varie sperimentazioni del fotografo sullo stesso soggetto.


Non ho saputo resistere e già sabato scorso sono andata a vedere questa mostra. E devo dire che mi ha entusiasmato sul serio.

A colpirmi di più sono state l’incredibile capacità tecnica e la profonda finezza psicologica, dimostrata da Man Ray e dalle sue collaboratrici, nel cogliere le sfumature di sensualità e di personalità dei loro soggetti.

Ogni donna si distingue dalle altre, affermando la propria femminilità e individualità, al di là della bellezza e dell’età. Come a dimostrare che ognuna di noi ha un fascino tutto suo, che aspetta solo di manifestarsi.

Le mostre del mese di ottobre non finiscono qua. Pertanto continuate a seguirmi oppure iscrivetevi alla newsletter.

Arrivederci alla prossima mostra.