Home » Mostre » Vittorio Corcos. L’avventura dello sguardo

Alla Fondazione Accorsi-Ometto ci aspetta un nuovo omaggio alla pittura dell’Ottocento con il maestro del ritratto femminile, Vittorio Corcos.

Si tratta di un’ “avventura dello sguardo”, articolata in sei momenti, dai più intimi ai più mondani, quali attimi cristallizzati dell’affascinante epoca a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.


Sguardi

In questa prima sezione ci accolgono una serie di ritratti femminili, in cui si riconosce subito l’abilità dell’artista: non solo capace ritrattista, ma anche fine conoscitore dell’animo e dei moti sentimentali di una donna.

Un vero arcobaleno di emozioni traspare dai volti ritratti, colpendo l’osservatore per l’intensità e l’autenticità.


In posa nell’atelier

In questa parte dell’esposizione i protagonisti sono le personalità di spicco che frequentavano lo studio di Vittorio Corcos.

Da Fernanda Ojetti, moglie dello scrittore Ugo Ojetti ad amici dalle pose disinvolte, come Jack La Bolina, ufficiale di marina noto per i suoi romanzi, e il macchiaiolo Francesco Gioli, che insieme al fratello aveva lo studio nello stesso edificio della casa di Corcos.


Aria di Parigi

Questa sezione è dedicata ai dipinti realizzati durante il suo soggiorno a Parigi, in cui entra a contatto con il vivace salotto di Giuseppe de Nittis e dove conosce il mercante Goupil, che diventerà il suo referente per la sua carriera a livello internazionale.

Troverete le famose “Istitutrici ai Campi Elisi” e “La figlia di Jack La Bolina”, in cui si sente il confronto con De Nittis.

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Le istitutrici ai Campi Elisi

Nel salotto della “gentil ignota

Apre questa sezione il ritratto di Emma Rotigliano, la moglie di Vittorio Corcos e la “gentil ignota”, come la definisce il poeta Giovanni Pascoli nella loro fitta corrispondenza.

A Firenze casa Corcos è un luogo di ritrovo degli artisti e dei protagonisti indiscussi della società fiorentina di fine Ottocento. E così, il pittore diventa il ritrattista ufficiale di personalità come Giosuè Carducci, Silvestro Lega e Piero Mascagni.


Luce mediterranea

Il pittore si cimenta anche con la pittura di paesaggio, mostrando anche in questo caso notevole sensibilità artistica con opere en plein air, come  “In lettura sul mare” e lo scorcio di Pracchia, piccolo borgo della montagna pistoiese.

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In lettura sul mare

Eterno femminino

Vittorio Corcos aderisce alla visione della donna tipica del Decadentismo, realizzando così i suoi capolavori più iconici.

Primo fra tutti, “Sogni”, in cui è raffigurata la bellezza irraggiungibile delle donne tanto amate da scrittori come Fogazzaro e D’Annunzio.

Ci sono poi i meravigliosi ritratti di Lina Cavalieri, la Venere in terra per D’Annunzio e quello di Maria Josè, la négresse blonde, come era chiamata la principessa del Piemonte per i suoi indomabili capelli.

A fare da contraltare all’eterno femminino, venti incisioni dedicate alle “Vergini funeste”, in cui sono presenti i massimi rappresentanti della cultura figurativa mitteleuropea alla vigilia delle Avanguardie, come Rops, Rassenfosse, Khnopff, Marcel-Lenoir, Martin, de Feure.


Vi lascio il link per farvi un’idea delle opere esposte.

Una più intensa dell’altra, non trovate anche voi?

Questa è solo la prima di una lunga serie di mostre interessanti in partenza ad ottobre a Torino.

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Allora, arrivederci alla prossima mostra.