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Fino al 1° dicembre 2019, nei sotterranei di Palazzo Falletti di Barolo è ospitata “Salvare Torino e l’Arte”, una mostra che, ispirandosi al libro omonimo di Letizia Sartoris, Elena Imarisio e Michele Sforza, ci parla della Torino sotto le bombe della II guerra mondiale.

L’atmosfera di allora viene ricreata con immagini, filmati d’epoca e oggetti esemplificativi, come

  • una bomba inglese miracolosamente inesplosa;
  • una delle cassette con l’attrezzatura dei pompieri di allora;
  • la Leica di Domenico Scrigna, il vigile del fuoco autore di oltre settemila scatti sui bombardamenti di Torino;
  • una carta dei danneggiamenti che dà l’idea dell’incredibile distruzione subita dalla città.

Il salvataggio dell’arte

La mostra racconta anche gli enormi sforzi che fece Torino per mettere in salvo il suo patrimonio artistico.

Dalle casse originali per mettere al sicuro le opere d’arte allo zaino di legno con cui vennero salvati i libri della Biblioteca civica; dal rifugio segreto della Sindone all’escamotage architettato per il Caval d’Brôns.


Torino, 12 giugno 1940

Per coinvolgere maggiormente il visitatore, viene proposta anche Torino, 12 giugno 1940, un’esperienza di realtà virtuale dal forte impatto emotivo.

Attraverso l’utilizzo di un visore, si viene catapultati in una casa degli anni ’40, in cui si sente suonare la sirena dei bombardamenti, fino a simulare la corsa verso un rifugio.


Le tracce dei bombardamenti sopravvissute fino ai giorni nostri

Sono passati tanti anni dalla guerra, eppure per la città ci sono ancora dei segni di quegli anni.

Questa mostra lo documenta bene, tramite le fotografie di alcuni edifici che ancora oggi conservano la lettera “r” sulle loro facciate perché erano dei rifugi;  oppure di quelli che conservano un triangolo nero sul tetto perché non dovevano essere assolutamente bombardati, come ad esempio, l’ospedale Amedeo di Savoia.

Orari

La mostra è a ingresso gratuito con i seguenti orari:

  • martedì e mercoledì dalle 15.00 alle 17.30
  • giovedì, venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.30
  • sabato dalle 15.00 alle 17.30
  • domenica dalle 15.00 alle 18.30
  • chiuso il lunedì.

Il libro “Salvare Torino e l’arte”

Come ho specificato all’inizio dell’articolo, questa mostra trae ispirazione dal libro: “Salvare Torino e l’arte. Storie di interventi per la tutela del patrimonio umano e artistico durante la II Guerra Mondiale“, di Elena Imarisio, Letizia Sartoris e Michele Sforza, edito da Graphot.

Ve lo consiglio per approfondire la parte relativa agli eroici interventi dei Vigili del fuoco e per scoprire altri dettagli su come i capolavori torinesi siano stati salvati.


Ve lo dico sempre, Torino offre un catalogo di mostre veramente molto ricco. E io ve le racconto tutte.

Potete spaziare con le recensioni a singole mostre, come nel caso di Michael Rakovitz, di Vittorio Corcos , di Hokusai, Hiroshige e Hasui, di Vivian Maier, di Man Ray e Tommaso Bonaventura.

Oppure farvi ispirare dagli articoli che raggruppano le mostre per tema, come quelle di arte contemporanea, quelle del MAO, o quelle che non si occupano di arte, per non parlare di quelle fotografiche.

Ho in mente altri articoli sulle mostre di Torino, pertanto continuate a seguirmi, oppure iscrivetevi alla newsletter.

Arrivederci alla prossima mostra.