Home » Mostre » Quante mostre fotografiche a Torino

Dopo avervi parlato della mostra di Vivian Maier a Stupinigi e di quelle di Man Ray e Tommaso Bonaventura a Camera, è il momento di dar spazio alle altre mostre fotografiche a Torino.

Ecco qua un piccolo indice delle mostre fotografiche a Torino:


Giorgio Bellia: artista fotografo

Fino al 12 gennaio 2020

mostre fotografiche torino - giorgio bellia museo dell'automobile torino

La nuova mostra del MAUTO è dedicata a Giorgio Bellia, uno dei fotografi contemporanei più importanti in campo automobilistico.

55 scatti che raffigurano le automobili più iconiche della storia, accompagnate da modelle che esaltano le linee delle vetture; da famosi personaggi dell’industria automobilistica, quali Enzo Ferrari e Giovanni Battista Pininfarina; e da prestigiosi rappresentanti del mondo cinematografico, come Mastroianni e Steve McQueen.

Inoltre, in mostra troverete alcuni degli esemplari a quattro ruote protagonisti delle foto.

Aggiungo solo che proprio quest’anno Giorgio Bellia ha ricevuto il premio MAUTO 2019 nella fotografia e che ha donato al museo il suo archivio fotografico con centinaia di fotografie realizzate in oltre quarant’anni di professione.


Caratteristiche delle sue foto

Giorgio Bellia stravolge i canoni tradizionali della fotografia automobilistica, giocando sul contrasto di forme e colori e allestendo set fotografici, dettaglio dopo dettaglio.

In particolare, nelle sue foto usa luci basse e soffuse che si contrappongono alle tinte accese delle automobili; spesso affianca le sagome delle auto a belle donne; e ama creare degli scenari imprevedibili per le vetture.

Ha infatti una grande passione per i paesaggi naturali, come le colline della Toscana, le spiagge sarde, il deserto tunisino e le campagne del Piemonte.

Luoghi perfetti per dar sfogo alla sua creatività e al suo estro visionario.

Insomma, è il fotografo giusto per chi ama l’anticonvenzionalità, un pizzico di follia e naturalmente … le belle auto.


Mauro Restiffe. History as landscape

Fino al 5 gennaio 2020

Mauro Restiffe, History As Lanscape, 2019. Installation view at OGR Torino. 
Photo Cecilia Monzolon. Courtesy OGR Torino
Mauro Restiffe, History As Lanscape, 2019. Installation view at OGR Torino.
Photo Cecilia Monzolon. Courtesy OGR Torino

Se il Binario 1 delle OGR ospita la mostra di Monica Bonvicini sulla standardizzazione abitativa, il Binario 2 è dedicato alla prima personale italiana del fotografo brasiliano Mauro Restiffe.

Dovete sapere che la sua principale fonte di ispirazione è l’architettura, tanto da averlo spinto a viaggiare in tutto il mondo per fotografare le opere degli architetti più famosi, da Philip Johnson a Oscar Niemeyer.

In particolare, Restiffe combina architettura e paesaggio, interni ed esterni, focalizzandosi su precisi dettagli e tracce di presenza umana.


Alle OGR

Per la sua esposizione alle OGR, il fotografo si è ispirato ai grandi architetti modernisti italiani, come Carlo Mollino, Piero Portaluppi, Paolo Caccia Dominioni, Franco Albini e Carlo Scarpa.

Pertanto, in mostra vengono accostate città diverse, da Torino a Venezia passando per Genova e Milano, con gli edifici simbolo del Modernismo, come la casa di Caccia Dominioni a Milano e casa Mollino a Torino.


Non solo urbanistica italiana

Alle fotografie dedicate all’Italia, Restiffe affianca altri scatti dei suoi viaggi in giro per il mondo, per un complessivo di 78 immagini, che risaltano sullo sfondo bianco di un muro trasversale creato ad hoc dal fotografo, per sottolineare il forte legame tra fotografia e architettura.

In pratica, vi troverete di fronte a uno stimolante mosaico di foto molto diverse tra loro per dimensioni, contenuto e struttura, alternando lo sguardo tra immagini a colori e in bianco e nero.

Da un lato ci sono foto che compongono un paesaggio urbano molto variegato, luoghi in cui si respira ancora l’atmosfera di ciò che è appena accaduto, ma che non viene mostrato; dall’altro ci sono gli scatti più monumentali, che esaltano l’architettura di un edificio in particolare, con le sue linee e le sue forme.

Osservando però con attenzione le immagini, risulta evidente che per Restiffe l’architettura non ha mai un valore di per se stessa, ma funge sempre da palcoscenico per una storia che molte volte non viene raccontata, lasciando libero lo spettatore di interpretare come meglio crede.


Tra le mostre fotografiche a Torino questa è senza dubbio quella perfetta per chi vuole scoprire un nuovo fotografo e per chi ama l’urbanistica e l’architettura.


David LaChapelle. Atti divini

Fino al 6 gennaio 2020

Loaves and Fishes, 2003 ©David LaChapelle mostra fotografica venaria reale
Loaves and Fishes, 2003 ©David LaChapelle

La mostra alla Venaria Reale esplora il mondo creativo di David LaChapelle, uno dei più famosi fotografi e registi contemporanei a livello mondiale.

Sono infatti esposte 70 opere di grande e grandissimo formato, tra le più significative della carriera dell’artista.

Sto parlando di:

Rape of Africa (2009), in cui Naomi Campbell è una Venere di Botticelli nelle miniere d’oro dell’Africa;
Showtime at the Apocalypse (2013), un ritratto della famiglia Kardashian che rappresenta non solo la famiglia in questione, ma anche le inquietudini e i desideri di tutti gli uomini;
– Le serie Land SCAPE (2013) e Gas (2013), in cui LaChapelle usa oggetti trovati quasi per caso, con lo scopo di creare raffinerie di petrolio e le loro stazioni di servizio, per poi presentarle come reliquie in una terra bonificata dalla natura;
Deluge (2007), la sua versione contemporanea dell’affresco di Michelangelo della Cappella Sistina;
– I lavori di Awakened (2007) e Seismic Shift (2012) con scene legate al tema della divinità nel mondo moderno;
– Le opere inedite della nuova serie New World (2017-2019), che descrivono lo stupore dell’artista per il sublime e la ricerca della spiritualità in scene di utopia tropicale.

Il mondo di Lachapelle

Un percorso espositivo d’eccezione, per scoprire la sua originale rappresentazione dell’umanità fuori dai canoni, in una dimensione onirica fatta di colori super sgargianti, di riferimenti colti e citazioni pop, in un viaggio nel tempo, dal Rinascimento ai giorni nostri.

Nelle sue opere riconosciamo la confusione e le difficoltà di ogni giorno, tappe fondamentali che spingono l’uomo verso la ricerca di una dimensione spirituale e che lo portano a compiere i cosiddetti atti divini”.


Questo anelito verso il divino, unito alla forza espressiva del colore e della composizione fotografica, stimola senza dubbio il confronto del visitatore.


Trasmission. People-to-people

Fino all’8 agosto 2020

mostre fotografiche torino - trasmission museo del risorgimento

La nuova mostra del Museo del Risorgimento ha il potere di coinvolgere riguardo a un tema che dovrebbe essere centrale in tutti i luoghi di istruzione del mondo, dalla prima infanzia al corso di specializzazione più altamente qualificato.

Mi riferisco alla trasmissione del sapere, un sapere che non si trova sui libri, quel sapere trasmesso con passione, pazienza, severità, rigore e volontà, per condividerlo e renderlo eterno.

Quel sapere accolto con altrettanto ardore, serietà, tenacia, concentrazione e fame, per farlo proprio e per trasmetterlo a propria volta.

Eh sì, perché la trasmissione del sapere comporta un reciproco scambio tra maestro e allievo, un rapporto unico creato dalla vocazione appassionata di chi insegna e di chi apprende.


Le fotografie di Tiziana e Gianni Baldizzone

Tutto questo è raccontato concretamente da una sessantina di fotografie di Tiziana e Gianni Baldizzone, attimi sfuggenti immortalati nel corso di sette anni di viaggi in giro per il mondo, grazie ad appostamenti e pazienti attese per catturare momenti irripetibili, quelli della condivisioni di saperi antichi, tramandati di generazione in generazione.


Maestri d’arte da tutto il mondo

Questa è la mostra di maestri e allievi di tutto il mondo, dai tintori del Mali ai ceramisti di Sevrés, dai liutai italiani ai doratori francesi, fino ai battitori di foglia d’oro della Birmania.

In mostra vengono raccontate delle storie incredibili che, una volta che le avrete conosciute, non farete a meno che raccontarle a vostra volta. Perché sono storie di grandi sogni che si inseguono strenuamente e che hanno un lieto fine. Tutto merito della tenacia di chi vuole apprendere e della generosità di chi insegna.


Tre fasi della trasmissione del sapere

Le fotografie ci mostrano tre momenti chiave della trasmissione dei saperi

  1. Gli incontri: la scoperta di una vocazione e di un sogno che indirizza verso una certa strada, fino all’incontro con il maestro, che genera un confronto tra generazioni, culture e formazioni diverse;
  2. L“impregnazione”: un sapere si può assorbire all’interno di una famiglia, di una comunità, di una scuola; e può riguardare una materia, una cultura diversa, un nuovo modo di usare i cinque sensi.
  3. Gli apprendimenti: si imparano le tecniche e le pratiche, ma anche i valori fondanti; si impara a usare gli utensili e i gesti del proprio corpo; tutto questo attraverso la parola, l’esempio, l’osservazione e l’imitazione.

Ogni giorno se ne sentono di storie, ma le uniche che rimangono impresse sono quelle speciali, proprio come dimostrano le fotografie di questa mostra.


Le Alpi del Monferrato

Fino al 23 febbraio 2020

Le alpi del monferrato  museo della montagna torino

Al Museo della Montagna circa 30 scatti di una serie da 100 del fotografo piemontese Enzo Isaia, con particolare attenzione alle colline dell’Astigiano messe in relazione con l’arco alpino che le circonda.

Fotografie che valorizzano al massimo la bellezza del paesaggio naturale nelle diverse stagioni di quest’area del Piemonte, dove il sistema collinare si confronta con la montagna, diventando così il tratto peculiare di queste terre.

Per darvi un’idea di questi scatti suggestivi, vi metto il link al sito ufficiale di Enzo Isaia.


Avete visto quante mostre fotografiche ci sono a Torino?

Devo dire che in questo periodo i musei di Torino offrono veramente tante possibilità in termini di esposizioni.

Basta solo trovare ciò che può interessare.

Ma per questo ci sono io.

Potete spaziare con le recensioni a singole mostre, come nel caso di Michael Rakovitz, di Vittorio Corcos , di Hokusai, Hiroshige e Hasui.

Oppure farvi ispirare dagli articoli che raggruppano le mostre per tema, come quelle di arte contemporanea, quelle del MAO, o quelle che non si occupano di arte.

Ho in mente altri articoli sulle mostre di Torino, pertanto continuate a seguirmi, oppure iscrivetevi alla newsletter.

Arrivederci alla prossima mostra.