Home » Archivio » Paratissima Torino 2019

Dal 30 ottobre fino al 3 novembre 2019 torna Paratissima, la fiera internazionale degli artisti emergenti.


Dove?

Nata nel 2005 in un appartamento sfitto di via Po e cresciuta tra le vie di San Salvario, negli anni ha cambiato sede continuamente girando per i quartieri di Torino, fino alla Caserma La Marmora di via Asti, che l’ha ospitata negli ultimi due anni.

Per il suo 15esimo compleanno si regala una nuova casa, in pieno centro, esattamente nei locali dell’ex Accademia d’Artiglieria di Torino.


Chi e come?

Qui sono esposti i lavori di 338 artisti, con l’inconsueta modalità adottata fin dalla prima edizione di lasciare liberi gli autori di proporre le proprie opere in modo indipendente.


Tema di quest’anno

Fil rouge di questa edizione è il concetto di Multiversity.

Infatti ogni artista dà la sua interpretazione sulla pluralità di mondi possibili, da quelli reali a quelli immaginari, e sulla molteplicità dei punti di vista e delle alternative eventuali.

Senza dubbio, quello dei mondi alternativi e degli universi paralleli è da sempre un tema molto affascinante ed amato.

Tra l’altro si sposa benissimo con l’arte. Pensateci! Che cosa meglio dell’arte può creare nuove visioni e inediti scenari che riescano ad aumentare i punti di vista degli spettatori?


Le sezioni

Oltre alla rassegna principale dedicata al Multiverso con i lavori di 165 artisti, la fiera presenta altre cinque sezioni.

Ph. ocus – about  photography

Dedicata alla fotografia contemporanea, questa sezione ospita 35 fotografi che si confrontano sul tema “Orizzonti di oggi” con lo scopo di delineare i confini della fotografia dei giorni nostri e di tracciarne le strade del futuro.

Ormai la fotografia non è più solo un mezzo per documentare, ma è riconosciuta come opera d’arte, capace di re-interpretare la realtà, di sollevare domande e di generare dibattiti su tematiche importanti.

Ciò è reso possibile dalla familiarità che abbiamo con questo mezzo espressivo, una vera calamita di pubblico perché tramite la forza espressiva delle immagini risulta incredibilmente immediata ed efficace.


Bootique. Fashion e design

Questo è uno spazio dedicato alla moda autoprodotta, in cui vengono proposti abiti, accessori e oggetti di design realizzati in piccole serie, edizioni limitate e pezzi unici.

Si tratti di lavori nati dalla contaminazione tra artigianato, moda e design, con particolare attenzione al tema del riciclo e al riuso dei materiali, frutto di tecniche tradizionali o della sperimentazione.


ICS (Independent Curated Spaces)

Questa è la sezione dove regna sovrana la libertà espositiva. Infatti gli artisti possono scegliere di esporre in una mostra collettiva, oppure di farlo singolarmente con un nutrito gruppo di opere.


N.I.C.E. – New Independent Curatorial Experience

In questa parte della fiera sono presentate cinque mostre curate dagli 11 allievi del corso per curatori di Paratissima.

ALI PER VOLARE, RADICI PER TORNARE, a cura di Erminia Abbuonandi e Giulia Montini. Questa mostra affronta il tema dell’allontanamento dal nido familiare per andare alla ricerca della propria strada. Un cammino che appare tortuoso e che solo alla fine si ricongiunge al punto di partenza, con il ritorno alle proprie origini e radici.
COLLATERAL BEAUTY, a cura di Maria Rosaria Cavaliere, Federica D’Avanzo e Erika Gravante. Il passare del tempo è ineluttabile, provoca cambiamenti e spesso genera rovine. Eppure miracolosamente i resti continuano a parlarci di loro e a darci un esempio di resilienza. La memoria va conservata, ma anche compresa per vivere nel presente e incamminarci verso il futuro.
DI QUESTO MONDO E DI ALTRI, a cura di Lucia Melioli e Alessandra Villa. Riuscire a evadere dalla realtà è uno dei desideri di sempre. E oggi più che mai un bisogno fondamentale. Si può usare l’immaginazione, ci si può immergere nei sogni oppure ci si può mettere alla prova con qualsiasi tipo di alterazione della percezione. Parola d’ordine: superare i limiti e scoprire qualcos’altro di sé.
HUMAN TOUCH, a cura di Paolo Lolicata e Laura Pieri. L’uomo di oggi si rifugia nello spazio virtuale per creare relazioni e farsi quegli amici, che sono molto difficili da trovare nella vita di tutti i giorni. Questa mostra vuole valorizzare l’incontro vero tra persone, spingendoci ad affrontare il bello e il complicato dei rapporti faccia a faccia.
L’ALTRO CAPO DEL FILO, a cura di Giulia Giglio e Marta Saccavino. Nel corso dei secoli la donna ha trovato un modo per esprimersi a livello creativo tramite la produzione tessile artigianale. Questa mostra evidenzia proprio il valore artistico di questi manufatti.

G@p – Galleries at Paratissima 

Questa sezione è dedicata specificatamente alle gallerie d’arte contemporanea, che hanno qui l’opportunità di esporre e presentare i propri artisti durante la famosa Art Week di Torino.

La novità di quest’anno è l’istituzione del premio G@P Project per la galleria con il miglior progetto espositivo. In palio la partecipazione gratuita a G@P Torino 2020.


I progetti speciali di Paratissima Torino

Passiamo ora ai progetti speciali di Paratissima 2019.

Think Big

A Paratissima l’arte pensa in grande, e via allora con opere di grande formato o dal messaggio importante. Ecco alcuni esempi:

Honest John di Antonio Riello, un missile di 8 metri a simboleggiare la crisi del modello culturale occidentale. Azzurro come la Cappella Sistina, è decorato con immagini di santi tratti da capolavori di Michelangelo, Rosso Fiorentino e Tiepolo, che paiono scivolare verso un cumulo di macerie nella zona dell’impatto del missile con il suolo. Una sorta di Giudizio Universale, dove si salva solo Sant’Antonio da Padova, protettore dell’artista.
Brama Renaissance di Robert Gligorov, che si ispira al gruppo del Laocoonte. Come il serpente della scultura classica, così la spirale in inox della tecnologia avvolge un uomo, un albero e un cervo, stravolgendo l’equilibrio che la natura e l’uomo hanno costruito nel corso dei secoli. Un tema tipico di quest’artista, dove piante, animali e uomo costituiscono una triade chiave per analizzare le sue opere.
Un’installazione sitespecific in fibra ottica di Carlo Bernardini, che entra di diritto nel gruppo delle Luci d’Artista di Torino. Alla base dell’opera, il concetto di trasformazione percettiva: la luce crea nello spazio un disegno che cambia a seconda dei punti di vista e degli spostamenti di chi osserva.
Green Communities del movimento Cracking Art, che crea installazioni urbane che raffigurano animali in plastica rigenerabile colorata. In questo caso si parla di un branco di lupi, sottolineando come questa specie animale sia tornata sulle Alpi, dopo un lungo periodo di totale assenza. In quest’opera il lupo vuole richiamare il concetto di comunità per il bene comune, ma anche quello di individualità dotata di forza e solidità.
Megalopoli futuristiche, funghi post-atomici e rovine urbane di Giacomo Costa, realizzati con sofisticati processi digitali dal mondo cinematografico. Si tratta di immagini terribili e affascinanti per suscitare riflessioni sull’azione dell’uomo nei confronti del pianeta.

Let it light!

Arrivano a Torino i tre finalisti di “Let it light!” (E luce sia!), il concorso di arti visive dedicato a giovani artisti palestinesi, collegato al progetto “NUR – New Urban Resources. Energia rinnovabile per Betlemme”, lanciato dalla Città di Torino per siglare il gemellaggio culturale tra le città di Torino e Betlemme, Capitale della Cultura Araba nel 2020.


Welcome to the Machine

Si tratta di una mostra collettiva, organizzata da Paratissima per il Festival della Tecnologia del Politecnico di Torino, visitabile dal 30 ottobre al 15 novembre al Politecnico di Torino.

Le opere di 50 artisti per analizzare il rapporto tra uomo, tecnologia e società attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea.

L’arte, da sempre al passo con i cambiamenti e le rivoluzioni del presente, si appropria dei nuovi linguaggi tecnologici per trasformarli in nuove forme di espressione.

Ma non solo. Stimola anche una riflessione importante sull’impatto sociale di questa rivoluzione tecnologica dai ritmi sempre più serrati, che crea un abisso tra i nativi digitali e chi ne rimane escluso.


Artddiction

A Paratissima partecipano anche i 12 artisti del contest “Artddiction – Dipendi dall’Arte e da nient’altro”, che affronta il tema delle dipendenze da un punto di vista generale, concentrandosi sugli effetti generati sulla libertà individuale.


Art in the City

Questo progetto coinvolge diversi quartieri della città, in cui esercizi commerciali, laboratori artigianali e studi professionali sono diventati location espositive per diffondere l’arte contemporanea in modo più capillare.

Inoltre è nato un sodalizio importante con l’associazione commercianti di via Po e l’Accademia dei Medici che mette a disposizione la corte interna dello storico palazzo di via Po 18 per ospitare Precarious Totem dello scultore e designer Marco Fiaschi, dal 29 ottobre al 30 novembre.

Un albero senza più radici e rami barcolla a causa di una enorme pepita d’oro e rischia di schiantarsi al suolo per il peso crescente delle foglie dorate man mano che spuntano.

Evidentemente l’opera vuole rappresentare la precarietà del sistema economico attuale ormai senza controllo e destinato ad implodere.


 Midsummer Night’s Dream

Volete diventare comproprietari di un’opera di Nazareno Biondo, ossia di una scultura in marmo bianco che raffigura una Vespa?

Dovete sapere che è proprio tipico di quest’artista far emergere dal marmo oggetti del quotidiano, in modo da restituire loro valore e importanza. Di fondo infatti c’è una profonda critica alla moda dell’usa e getta che rende il mondo più simile a una discarica che al posto in cui vivere.

Tornando alla questione della comproprietà, anche per il 2019 Feral Horses e Paratissima hanno deciso di rinnovare la loro collaborazione, visto l’enorme successo ottenuto l’anno scorso, quando più di 300 persone sono diventate comproprietarie di “Habemus Hominem” dell’artista Jago.

Infatti Feral Horses crede fermamente che le opere d’arte dovrebbero essere un bene condiviso da molte più persone e non solo riservate a quelle poche che possono permetterselo.

Pertanto, il 50% dell’opera di Nazareno Biondo sarà messo in vendita in quote per un prezzo di 20 euro ciascuna.


Marmorea esperienza

Questo è il titolo della personale di Ilaria Gasparroni, che ha vinto il Paratissima Prize 2018, ottenendo così la possibilità di esporre quest’anno con una mostra tutta sua.

I lavori nati dal marmo di questa giovane artista parlano di quei momenti cruciali della crescita di ognuno di noi con tutto il loro bagaglio di emozioni, dall’entusiasmo al senso di fragilità.

Attimi maestri di vita che poi si trasformano in nuova consapevolezza e conoscenza.


Gli alberi colonna

Tre “alberi-colonnadell’artista Marcello Cinque sono ospitati nel cortile dell’ex Accademia d’Artiglieria, in collaborazione con la Fondazione Plart, che aprirà un nuovo spazio museale e multimediale in via Cigna nel 2020.

In quest’installazione gli alberi-colonna sono realizzati con un particolare cemento bianco antismog in grado di contrastare l’inquinamento, per affermare la collaborazione del mondo dell’arte con quello dell’industria nel ricreare un nuovo equilibrio con l’ambiente.


Per tutte le informazioni più dettagliate, ecco il link ufficiale di Paratissima Torino 2019. In più vi lascio il link del video di presentazione del quotidiano La Stampa, che vi darà una maggiore idea dell’evento.


La Contemporary Art week ormai è entrata nel vivo.

Attention, please! Con Artissima e Paratissima non sono mica finite le fiere legate al mondo dell’arte contemporanea!

Pertanto continuate a seguirmi!

Arrivederci al prossimo evento!