Home » Musei » Novità dai musei di Torino » Nuovo allestimento per le sale storiche del Museo Egizio

Oggi ti parlerò del nuovo allestimento delle sale storiche del Museo Egizio.


Il Museo Egizio è senza dubbio un fiore all’occhiello per Torino.

È costituito da tesori archeologici unici al mondo; sa coinvolgere a 360 gradi grandi e piccoli, grazie all’allestimento innovativo; per non parlare delle audioguide con diversi livelli di approfondimento e il bookshop per tutti i gusti.

Insomma, è un museo accogliente, divertente e sorprendente.


Il legame con le proprie origini

Per me, però, il suo pregio maggiore è aver conservato il legame con le sue origini e con la disciplina archeologica, dalla tecnica di scavo alle metodologie di indagine sui reperti.

Basti pensare alla mostra passata dedicata alla Missione Archeologica Italiana (la M.A.I.),  guidata da Schiaparelli e a quella presente intitolata Archeologia invisibile, che approfondisce le più innovative tecniche scientifiche usate per analizzare i reperti.


Nuovo allestimento per le sale storiche del Museo Egizio

Ed ora, il nuovo allestimento per le prime sale che accolgono i visitatori, ovvero quelle che parlano della storia del museo.

Si tratta di un progetto apripista dei futuri festeggiamenti per i 200 anni del museo, nel 2024.


Nuovi obiettivi

Sono essenzialmente due i motivi che hanno portato a questo nuovo allestimento.

Innanzitutto il desiderio di rispondere meglio alla domanda sul perché ci sia un museo egizio a Torino, tra l’altro, il secondo museo egizio al mondo per completezza delle collezioni.

Il secondo motivo riguarda i nuovi dati ricavati dalle recenti ricerche sugli archivi storici e fotografici del museo, che hanno reso necessario aggiornare i contenuti del percorso museale.

Questo a dimostrare come un museo non debba mai mettere da parte il suo ruolo nella ricerca, aspetto di cui il Museo Egizio mostra di essere ben consapevole.

Senza contare quanto sia importante per un museo identificare nuovi impulsi da trasmettere al proprio pubblico.


Il nuovo percorso museale

Dunque, il nuovo allestimento del Museo Egizio riguarda cinque sale, ognuno delle quali dedicata a una fase cronologica ben precisa:

Il legame tra Torino e l’Antico Egitto a partire dal ‘500;

I primi viaggi in Egitto, tra cui quello di Vitiliano Donati su incarico di Carlo Emanuele III;

I momenti cruciali della nascita dell’egittologia, a partire dalla campagna napoleonica del 1798;

La fedele ricostruzione di una sala del museo com’era nell’Ottocento;

L’importanza fondamentale della Missione Archeologica Italiana e il ruolo di Ernesto Schiaparelli, come direttore del museo dal 1894 al 1928.

Approfondiamoli uno alla volta!


La prima sala – Il legame tra Torino e l’Antico Egitto a partire dal ‘500

Tutto parte circa 400 anni fa, quando nel 1567 viene trovato un cippo, un frammento di pietra riportante il nome della dea Iside, nei pressi dell’attuale via Cernaia.

E’ proprio da questo ritrovamento che nasce il mito secondo cui Torino sia stata fondata dagli Egizi.

Credenza perfetta per i Savoia, che avevano appena trasferito la capitale del loro ducato da Chambery a Torino.

Pensateci! Che cosa potevano chiedere di meglio di un’origine così prestigiosa per la nuova capitale del loro regno?

La Mensa Isiaca

Pertanto, sono gli stessi Savoia a raccogliere i primi reperti nel corso del ‘600, come la Mensa Isiaca, una tavola bronzea probabilmente romana, recante una raffigurazione della dea Iside e geroglifici risultati poi falsi.

La potrete ammirare in questa prima sala, insieme all’imponente statua di Ramesse II e alla riproduzione in 3D dellla testa con segni cabalistici conservata al Museo di Antichità di Torino.


La seconda sala – I primi viaggi in Egitto

Nel ‘700 partono le prime spedizioni in Egitto, come quella affidata al piemontese Vitaliano Donati da re Carlo Emanuele III nel 1759.

Grazie a questa missione arriva a Torino il primo nucleo del futuro Museo Egizio, tra cui le tre statue presenti in questa sala.


La terza sala – La nascita dell’egittologia

Questa sala è dedicata alla nascita dell’egittologia e dell’egittomania, a partire dalla campagna di Napoleone nel 1798 che ha permesso la decifrazione dei geroglifici grazie alla stele di Rosetta.

Ma non solo. In questa famosa spedizione le truppe di Napoleone sono affiancate da oltre 150 savants, ovvero studiosi di diverse discipline, e da una decina di disegnatori, con lo scopo di documentare la civiltà egizia.

Ed è proprio da questo importante lavoro che nascono i dieci volumi della famosa “Description de l’Egypte“, consultabili dal pubblico grazie a un monitor touchscreen che permette di sfogliare le pagine.

Inoltre questa sala approfondisce la figura di Bernardino Drovetti che raccoglie oltre cinquemila reperti egizi, grazie al ruolo di console di Francia in Egitto durante il periodo napoleonico.

In seguito, questa prestigiosa collezione è acquistata da re Carlo Felice nel 1824, diventando un nucleo fondante del Museo Egizio di Torino.

Un altro pezzo da novanta di questa sala è lo straordinario “Libro dei Morti di Iuefankh“. Il reperto, lungo quasi 19 metri, è affiancato da un apparato infografico che aiuta a comprendere i disegni e le formule che vi sono riportate, uno dopo l’altro.


La quarta sala – Il museo nell’Ottocento

Una delle novità più apprezzate è la quarta sala che riproduce fedelmente l’allestimento del museo nell’Ottocento, ispirandosi ai quadri di Lorenzo Delleani e a un acquerello di Marco Nicolosino.

E’ il periodo in cui il museo condivide gli spazi con il Museo delle Scienze e in cui è più un luogo di studio che uno spazio espositivo, tanto che nelle vetrine gli oggetti sono senza didascalie e alcuni reperti sono persino adiagiati a terra. C’è pure una mummia ancora bendata dentro al sarcofago.

Tutto intorno altre vetrine dell’Ottocento con oggetti di uso quotidiano o di culto.

Grazie a un prestito dei Musei Reali di Torino si possono anche ammirare oltre 3 mila medaglie e monete di epoca tolemaica e romana della collezione di Drovetti.


La quinta sala – La Missione Archeologica Italiana

In questa sala capiamo come la collezione di Torino faccia parte di un contesto europeo ed egiziano molto più vasto di quello che si possa immaginare.

E naturalmente si dà il giusto tributo alla M.A.I., la Missione Archeologia Italiana, e ad Ernesto Schiapparelli, direttore del museo dal 1894 al 1928.

Il viaggio nella storia del museo non può tralasciare gli anni della II Guerra Mondiale, quando i reperti trovano riparo al Castello d’Agliè.


Non so voi, ma io non vedo l’ora di vedere il nuovo allestimento del Museo Egizio.

Del resto, ho sempre pensato che il valore di un museo risieda anche nella capacità di raccontare la sua storia.

Quanto è importante sapere come è nata una collezione, chi sono stati i suoi artefici e quanta intraprendenza e competenza sono state necessarie per affrontare l’avventura museale.

È stimolante confrontarsi con persone che hanno saputo lasciare ai posteri uno luogo così speciale come il Museo Egizio, non lo pensate anche voi?

E questo è solo uno dei tanti casi di impegno, passione e professionalità che hanno portato alla nascita di un grande museo. Mi vengono in mente anche il Museo del Cinema con Adriana Prolo e il Museo dell’Automobile con Biscaretti.

Ma gli esempi sono ancora molti, per cui continuate a seguirmi. Pian piano vi farò conoscere le personalità determinanti di altri prestigiosi musei di Torino.

Arrivederci alla prossima notizia dai musei di Torino.