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Fino al 15 novembre 2020, vi aspetta la mostra “Lo sguardo dell’antropologo” al Museo Egizio di Torino.

Una buona occasione per scoprire il rapporto tra egittologia e antropologia nel corso dei secoli fino alle numerose opportunità offerte dalla loro collaborazione futura.


In mostra

La piccola esposizione si articola in quattro vetrine:

– la prima fornisce tutte le informazioni principali sulla nascita e il significato dell’antropologia culturale;
– nella seconda si parla del MAET,  il Museo di Antropologia ed Etnografia dell’Università di Torino, fondato nel 1926 da Giovanni Marro, ma purtroppo chiuso al pubblico dal 1984.  
– la terza ospita il pezzo forte dell’esposizione, ovvero  la mummia di una giovane donna del sito archeologico di Gebelein, recentemente restaurata dalla dott.ssa Cinzia Oliva presso il Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”.
– L’ultima affronta il tema della percezione errata dell’Egitto nel passato e dell’attuale processo di riappropriazione della sua cultura da parte degli studiosi africanisti.

Per finire, il video “I giovani africani e l’Egitto” in cui si ribalta la tradizionale concezione dell’Egitto come culla della civiltà europea.


Insomma, un’occasione imperdibile

  • per conoscere meglio l’affascinante mondo dell’antropologia
  • e per poter ammirare alcuni dei reperti del Museo di Antropologia di Torino, la cui data di riapertura resta ancora molto incerta.

Prima di lasciarvi, vi ricordo che Lo sguardo dell’antropologo è solo una delle mostre in corso a Torino. E io ve le racconto tutte.

Ad esempio, sempre al Museo Egizio potete farvi incuriosire da Archeologia invisibile.

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Arrivederci alla prossima mostra.


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