Home » Mostre » Le nuove mostre di settembre 2019 a Torino

Oggi vi parlerò delle nuove mostre di settembre 2019 a Torino.

Si parte con due nuove esposizioni al Museo Ettore Fico e alla GAM per gli amanti dell’arte contemporanea e per chi è alla ricerca di nuovi artisti da cui farsi appassionare.

Si prosegue con la figura controversa di Cesare Lombroso e i suoi studi sulla criminologia al Museo del Cinema.

Il mese si conclude con l’apertura della mostra internazionale di fotografia World Press Photo 2019 presso l’Ex Borsa Valori.

Qua sotto troverai l’indice completo per saperne di più.

Buona lettura!


Indice delle nuove mostre di settembre 2019 a Torino


Me two. Opere dalla collezione di Ernesto Esposito

Il nuovo progetto espositivo del Museo Ettore Fico riguarda una delle collezioni di arte contemporanea più prestigiose dei giorni nostri, quella dello stilista di fama internazionale Ernesto Esposito.

Segno peculiare della sua raccolta è la poliedricità perché spazia dalla fotografia all’installazione, dalla pittura al video fino alle opere monumentali.

Questo grazie anche all’amicizia privilegiata con artisti molto famosi come Cy Twombly, Joseph Beuys, Andy Warhol e Helmut Newton.

Il titolo della mostra

 Me Two richiama per assonanza il famoso me too”, contro le molestie sessuali e la violenza sulle donne.

Inoltre allude  alla duplicazione della personalità della collezione, tanto che questa mostra è divisa in due sezioni:

  • Some people. Fotografie da Von Gloeden a Warhol
    (da mercoledì 25 settembre 2019 a domenica 26 gennaio 2020);
  • Brasil! Focus sull’arte brasiliana contemporanea
    (da mercoledì 30 ottobre 2019 a domenica 16 febbraio 2020).

Some people

Ernesto Esposito ritratto da Andy Warhol nel 1987 courtesy Ernesto Esposito
Ernesto Esposito ritratto da Andy Warhol nel 1987
courtesy Ernesto Esposito

Questa esposizione riguarda la grande passione di Ernesto Esposito per la fotografia d’avanguardia, tanto da diventare un fulcro fondamentale del suo collezionismo.

In particolare, lo scopo della mostra è quello di raccontare la storia della fotografia da Von Gloeden ai giorni nostri, per mostrare come la fotografia sia cambiata, abbandonando il ruolo documentarista per affermarsi come linguaggio artistico a tutti gli effetti.

Protagonisti indiscussi di questo passaggio sono personalità come Von Gloeden, Mapplethorpe, Helmut Newton, Bruce Weber, fino a Cindy Sherman, Thomas Ruff, Wolfgang Tillmans e Thomas Struth.

Brasil!

Cildo Meireles Fontes, 1992
Cildo Meireles Fontes, 1992

La seconda esposizione approfondisce un’altra passione di Ernesto Esposito: l’arte contemporanea del Brasile degli ultimi vent’anni.

Le ultime generazioni di artisti brasiliani sono state artefici di una svolta nel panorama artistico di tutto il mondo, delineando nuovi percorsi artistici dove gli influssi internazionali si sono confrontati con il variegato universo culturale locale.

Il Brasile è sempre stato un paese dalle mille facce, un mondo contraddistinto da luci ed ombre sotto ogni punto di vista.

A maggior ragione, immaginate il fermento sociale, economico e culturale in anni cruciali come sono stati quelli di preparazione alle Olimpiadi di Rio del 2016.

Pertanto la sensibilità dei suoi artisti si è plasmata in questo clima di cambiamento, portando alla realizzazione di lavori densi di significati che vanno al di là della pura esperienza estetica.

E naturalmente una personalità curiosa e appassionata come Ernesto Esposito si è subito interessata a questa feconda temperie artistica.


PAOLO ICARO Antologia / Anthology 1964 – 2019

dal 20 Settembre 2019 al 6 Gennaio 2020

P.Icaro, Nido di New York, 1986, gesso e pigmento
Nido di New York, 1986, gesso e pigmento

La nuova mostra alla GAM di Torino omaggia Paolo Icaro, uno degli artisti italiani di maggior spicco degli ultimi decenni, tramite una cinquantina di opere che raccontano i suoi 55 anni di carriera artistica, dal 1946 fino ai giorni nostri.

Chiave interpretativa

Lo scopo dell’esposizione è quello di mostrare il fil rouge di tutta la sua produzione, ovvero la rilettura incessante dello spazio e della scultura, in base al principio che l’essenza di ogni cosa è nel suo divenire e nel suo costante mutamento.

Ecco perché l’artista riaffronta ogni riflessione più volte nel corso degli anni, tanto che il suo percorso artistico pare chiudersi ad anello, avvolgendosi su se stesso.


I 1000 volti di Lombroso

dal 25 settembre 2019 al 6 gennaio 2020

I 1000 volti di Lombroso - museo del cinema torino - mostre settembre 2019

Per la prima volta viene esposta al pubblico parte del patrimonio fotografico dell’archivio del Museo di Antropologia criminale “Cesare Lombroso” dell’Università di Torino, in occasione del decennale dell’apertura del museo. 

Infatti, oltre 300 fotografie di questo fondo archivistico sono le protagoniste della nuova mostra del Museo del Cinema, insieme a una serie di materiali e documenti, come disegni, manoscritti, manufatti e libri.

La finalità dell’esposizione è quella di ricostruire, passo dopo passo, l’evoluzione delle ricerche di Cesare Lombroso, illustrandone le molte sfaccettature tramite il confronto con le fotografie.

Chi è Cesare Lombroso?

Da molti è considerato il fondatore della criminologia moderna, ma nella sua vita Cesare Lombroso è stato anche medico, filosofo, sociologo, antropologo, psichiatra e giurista.

Una personalità dai mille volti, tanti quanti quelli che ha raccolto tra il 1860 e il 1909, tra soggetti legati al mondo dell’emarginazione, della malattia mentale e della criminalità.

Le sue convinzioni

Il concetto principale delle sue teorie è quello del criminale per nascita, secondo cui un delinquente si comporta come tale soprattutto per fattori indipendenti dalla sua volontà, come l’ereditarietà e la predisposizione ad anomalie fisiologiche e atavismi congeniti.

Inoltre Lombroso è convinto che questa deviazione genetica si riveli a livello esteriore, tramite determinate caratteristiche fisiche, come la testa piccola, la fronte sfuggente, gli zigomi pronunciati, le sopracciglia folte e ravvicinate, il naso torto.

Solo nell’ultima parte della sua vita Lombroso inizia a considerare rilevanti anche i fattori ambientali, educativi e sociali nello studio del comportamento criminale.

Le sezioni della mostra

La mostra è articolata in cinque sezioni:

  • gli studi sui malati psichiatrici e sul genio;
  • la teoria dell’atavismo, in base a cui alcuni criminali presenterebbero i tratti tipici dell’uomo primitivo;
  • le ricerche sul brigantaggio e sul delitto per motivi politici;
  • la criminologia legata al razzismo, con un’attenzione particolare alle donne delinquenti;
  • la fotografia segnaletica e il ruolo della polizia scientifica.

Una mostra che susciterà senza dubbio polemiche, considerando le convinzioni decisamente discutibili di Cesare Lombroso.

Allo stesso tempo, la mostra ha di sicuro valore storico-documentario, come tante altre pagine poco edificanti della storia dell’uomo.


World Press Photo 2019

Crying girl on the Border”, del fotografo John Moore - world press photo 2019
Crying girl on the Border del fotografo John Moore

Anche quest’anno la mostra internazionale World Press Photo 2019 farà tappa a Torino, presso l’Ex Borsa Valori, dal 27 settembre fino al 17 novembre.

In mostra gli scatti vincitori del concorso di fotogiornalismo più prestigioso al mondo.

Circa 140 fotografie tra le migliaia che concorrono ogni anno, premiate in otto categorie:

  • General News;
  • Contemporary Issues;
  • Portraits;
  • Spot News;
  • Sport;
  • Nature;
  • Enviroment;
  • Long-term projects.

Lo scopo è raccontare i momenti e le tematiche cruciali del 2018.

La foto dell’anno

La foto vincitrice del premio più importante – il World Press Photo of the year 2019 – è “Crying girl on the Border”, del fotografo John Moore.

Lo scatto mostra Yanela Sánchez, una bambina honduregna di 2 anni, che piange disperata mentre sua madre viene perquisita da un agente della polizia americana al confine con il Messico.

La foto storia dell’anno

Quest’anno è stato aggiunto un nuovo premio, il World Press Photo Story of the year, per rendere il giusto tributo ai fotografi che hanno realizzato storie dall’editing eccellente e una sequenza che raccontasse un evento o una questione di rilievo del 2018.

Il vincitore è stato Pieter Ten Hoopen con “The Migrant Caravan”, un progetto fotografico dedicato alla più grande carovana di migranti mai partita dall’Honduras verso gli Stati Uniti d’America, nell’ottobre del 2018.

Digital Storytelling Contest

Inoltre una sezione della mostra è destinata al concorso di Digital Storytelling, che premia le migliori forme di giornalismo visivo che si servono delle tecnologie digitali, dalla pagina web ai video online, dalla realtà aumentata all’intelligenza artificiale.

In più quest’anno sono stati aggiunti altri due nuovi premi principali: il World Press Photo Interactive of the Year e il World Press Photo Online Video of the Year.

Insomma, proprio un’occasione preziosa per riflettere sulle tematiche attuali e rivivere eventi cruciali che non possono lasciare indifferenti, ma che richiedono tutta la nostra partecipazione.


Le nuove mostre di settembre 2019 a Torino vi interessano? Pensate di andare a curiosare?

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Arrivederci alla prossima mostra.