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Sono tante le novità dai Giardini Reali di Torino per il 2020.

Innanzitutto a settembre assisteremo alla sua totale riapertura, compreso il Giardino di Levante.

Infatti, potremo finalmente ammirare la parte del giardino chiusa al pubblico da oltre 10 anni, dove si trova la bellissima Fontana di Simon Martinez con i suoi tritoni e nereidi.

A questo proposito, ecco il video caricato sul canale di Youtube dei Musei Reali di Torino riguardo alle novità del cantiere della fontana.

Tornando al giardino, l’ingresso rimarrà gratuito, libero per tutti perché i Giardini Reali sono e saranno sempre patrimonio della città, di tutti i cittadini e di tutti i visitatori, anche se fanno parte del polo dei Musei Reali di Torino.


Finanziamenti e affini

Come al solito, immancabile qualche neo.  Infatti mancano i soldi per la conservazione e il sistema di vigilanza dei giardini, per ora affidati ai volontari del Touring Club.

Per  risolvere il problema, oltre alla richiesta di aiuti da parte di enti pubblici, si ipotizza un “abbonamento volontario”, un contribuito annuale per sostenere il giardino, in cambio la possibilità di partecipare a iniziative speciali, come visite guidate e a tema.  Questo “do ut des” potrebbe funzionare.


Altre novità dai Giardini Reali

Giardini Reali di Torino

Finalmente possiamo tornare a passeggiare nel Giardino del Duca e nel Boschetto, dopo la loro chiusura nel novembre 2019.

Infatti, sono terminati alcuni necessari interventi di riqualificazione, precisamente:

-La realizzazione di una nuova pavimentazione lungo le facciate di Palazzo Reale e della Manica Nuova (quella della Galleria Sabauda, per intenderci), in modo che sia percorribile anche dal pubblico con disabilità;

-La sistemazione dell’illuminazione del giardino, rispettando tutte le norme di sicurezza vigenti;

-E il completamento dell’installazione degli elementi decorativi, come i vasi e le casse che ospiteranno fiori, piante e un sistema di illuminazione scenografica.

E giusto per darvi un assaggio dell’incredibile lavoro compiuto in questi mesi, qui sotto trovate il video pubblicato sul canale Youtube dei Musei Reali.


Vasi e casse dei Giardini Reali di Torino

Ora, colgo l’occasione per raccontarvi meglio del restauro dei vasi e delle casse dei Giardini Reali di Torino.

Partiamo dai vasi.

uno dei vasi dei Giardini Reali di Torino ©MuseiRealiTorino
uno dei vasi dei Giardini Reali di Torino ©MuseiRealiTorino

Nel giardino sono stati collocati 29 vasi in ghisa su basamenti in granito bianco ( in origine erano in marmo), con piccoli fori per l’illuminazione della pavimentazione. Si tratta degli originali ottocenteschi, copie di quelli bronzei del Salone degli Svizzeri di Palazzo Reale.

Purtroppo non si sono conservati gli altri 75 che ornavano il giardino, ma al loro posto sono stati comunque riprodotti altrettanti  vasi più semplificati per distinguerli dagli originali.

I vasi contengono rose rosa e delineano tutti i bordi del parterre e l’incrocio dei viali, come nel passato, dal 1875.

Vasi di successo

Dovete sapere che questi elementi decorativi hanno avuto un tale successo che sono serviti da modello per altri esemplari fuori Torino.

Ad esempio, il bronzista Galli ne ha realizzati quattro esemplari uguali  per volontà della Regina di Prussia Vittoria di Sassonia-Coburgo per ornare la sua residenza in Assia.

Inoltre nel 1990 viene concesso ai fonditori Colla di ispirarsi a uno dei vasi in ghisa del giardino per riprodurre esemplari in bronzo per il parco della Villa Reale di  Monza.


Parliamo delle casse

Come ho già detto, il progetto di riqualificazione dei giardini prevede anche il posizionamento delle citroniere lungo le facciata di Palazzo Reale e della Galleria Sabauda.

Le citroniere sono casse in cui venivano piantumati dei piccoli alberi, nel nostro caso si trattava di agrumi. Quelle originarie erano in legno e ghisa, tanto che durante l’inverno venivano protette dal freddo conservandole all’interno di Palazzo Reale, precisamente nelle sale degli Archivi realizzate da Filippo Juvarra.

Le casse dei giorni nostri, non potendole spostare a ogni cambio di stagione, rispettano le dimensioni originali, ma sono in acciaio inossidabile e ospitano piante più resistenti al freddo, con le foglie spesse e lucide, simili a quelle degli aranci.

Inoltre, contengono gli impianti necessari per la diffusione sonora, l’illuminazione delle facciate e l’irrigazione delle piante.

In tutto sono 42 rispetto alle 160 delle origini, ma sono sicura che restituiranno perfettamente l’atmosfera del giardino del passato.


Non so voi, ma io non vedo l’ora della riapertura del Giardino di Levante. Del resto, sono particolarmente affezionata a questo giardino. E aspetto da troppo tempo di passeggiare di nuovo per tutto il parco.

Guardate che i Musei Reali di Torino riservano altre interessanti novità, come quella sul restauro del camino monumentale di Palazzo Reale; quella sull’intervento di recupero dell’altare della Cappella della Sindone; quella della nuova esposizione di armi orientali dell’Armeria Reale; e le prime notizie sul futuro nuovo allestimento del Museo di Antichità.

Ve ne parlerò nei prossimi giorni, quindi continuate a seguirmi oppure iscrivetevi alla newsletter per non perdervi nulla!

Visto che ci siamo, vi lascio anche il link con il programma completo degli eventi estivi dei Musei Reali Torino.

Arrivederci alla prossima notizia