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Oggi ti parlerò delle mostre di arte contemporanea dell’estate 2020 a Torino.

Cominciamo con l’indice:

·  Berlinde de Bruyckere. Aletheia alla Fondazione Sandretto;

· Novecento in cortile al Museo Accorsi-Ometto;

·  Claudia Comte. Come crescere e avere sempre la stessa forma al Castello di Rivoli;

·  Di fronte al collezionista. La collezione di Uli Sigg di arte contemporanea cinese al Castello di Rivoli;

· Renato Leotta. Sole al Castello di Rivoli;

· James Richards. Alms for the Birds  al Castello di Rivoli;

· Giorgio Morandi. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti al Castello di Rivoli.

Ed ora, una piccola presentazione per ognuna delle mostre di arte contemporanea dell’estate 2020 a Torino, in modo da aiutarvi a trovare la giusta ispirazione.




Berlinde de Bruyckere. Aletheia

TERMINATA

Una società che non dà valore alla morte, che valore dà alla vita? Se lo chiede l’artista belga nella mostra monografica ospitata alla Fondazione Sandretto, dal titolo Aletheia, “verità” in greco.


L’origine della mostra

Le mostre di arte contemporanea dell’estate 2020 a Torino - Berlinde de Bruyckere. Aletheia  alla Fondazione Sandretto

Il progetto espositivo, pensato appositamente per gli spazi della Fondazione, prende spunto da una visita a un laboratorio di conceria in Belgio, dove le pelli degli animali, appena strappate, vengono impilate su grandi bancali e ricoperte di sale, per conservarle prima dei trattamenti successivi.

L’artista ha associato queste pelli allo sterminio di corpi senza nome, ma anche all’idea di sacralità della vita, spingendola così a riflettere sulla complessa relazione tra vita e morte, tra Eros e Thanatos.


In mostra

Berlinde de Bruyckere ha ricostruito così il laboratorio di conceria, dove le pelli impilate, come fossero coperte ripiegate, sono realizzate tramite calchi in cera stesa col pennello, piegati e drappeggiati seguendo la tradizione fiamminga.

I colori sono realistici, dai rosa color carne ai grigi e ai bluastri.


Significato della mostra

Del resto, c’è una vera trasposizione tra la pelle animale e il corpo dell’uomo, con lo scopo di rappresentare la sofferenza dell’umanità causata dalle tragedie dei nostri giorni.

La stessa artista ha dichiarato: “In questo momento storico, in cui proliferano estremismo e razzismo, in cui compassione e solidarietà sono inariditi, in cui vediamo troppe somiglianze con l’inquietudine degli anni Trenta che ha preceduto le mostruosità innominabili dell’Olocausto e quella particolare diffamazione della civiltà è persino negata da persone con troppo potere politico, sento l’esigenza di proporre immagini audaci, forti. Voglio portare quella stanza al pubblico. Come una esperienza fisica, immersiva”.



Novecento in cortile. Omaggio ai grandi maestri della scultura contemporanea

Fino al 11 ottobre 2020

Il Museo Accorsi-Ometto ospita nel suo cortile un’esposizione di sculture di arte contemporanea realizzate da sei grandi artisti del II dopoguerra.

Novecento in cortile mostra museo accorsi-ometto Torino

Le opere in mostra

Sto parlando

  • del maestoso Mercurio del pittore-scultore francese Arman, famoso per le accumulazioni di oggetti come scarpe, orologi, tubetti di colore e per la rappresentazione di strumenti musicali rotti, che lo rendono uno dei massimi esponenti del nouveau réalisme, corrente artistica che parla dell’uomo attraverso oggetti di uso quotidiano.
  • dei bronzi Tensione verticale e Sole deposto di Gio’ Pomodoro, tratte rispettivamente dal ciclo “Tensioni”, in cui viene affrontato il concetto di vuoto, e dal ciclo “Soli”, archetipi geometrici di uno dei simboli più conosciuti di sempre;
  •  della terracotta Cavalcata interrotta di Paolo Borghi, perfetta testimonianza della sua rivisitazione della cultura classica;
  • dell’imponente acciaio satinato Asteroide di Riccardo Cordero in cui la forma plastica astratta dialoga con lo spazio circostante;
  • dei due grandi bronzi di Igor Mitoraj, Icaro alato e Luci di Nara pietrificata, che ci parlano della crisi di identità dell’uomo contemporaneo;
  • infine, le quattro opere in bronzo di Ivan Theimer, intitolate Tobiolo, Tartaruga con montagna, Medusa e Arione con delfino, dove la figura umana e il mondo animale giocano fra loro in simbiosi plastica, per ricordarci che siamo tutti parte dello stesso cosmo.

Per farvi un’idea in più, vi metto il video dedicato alla scultura Medusa di Ivan Theimer, dalla pagina Facebook del Museo Accorsi-Ometto.

#almuseolostesso – La Medusa

#almuseolostesso Da oggi, ragazzi, si parte con i video dedicati alle grandiose sculture esposte all’aperto nella nostra mostra estiva Novecento in cortile. Laura apre la serie con Medusa, l’essere mostruoso con i capelli di serpente e lo sguardo pietrificante: chi le tagliò la testa? Perché il suo capo reciso è posto al centro di uno scudo? Guardiamola insieme da vicino, scoprendo particolari e dettagli dell’opera di Ivan Theimer.

Posted by Museo Di Arti Decorative Accorsi – Ometto on Thursday, July 9, 2020


Claudia Comte. Come crescere e avere sempre la stessa forma

TERMINATA

Al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea è visitabile la prima personale in un museo pubblico italiano della svizzera Claudia Comte.


Il credo artistico

Claudia Compte al Castello di Rivoli

Il corpo principale delle opere di quest’artista è rappresentato da grandi installazioni ambientali, che si ispirano all’incredibile varietà di pattern presenti in natura.

Claudia Comte infatti trasforma le superfici in sequenze ottiche e segni grafici infiniti di stile digitale, creando opere caratterizzate da un forte astrattismo monocromatico o al massimo con alcuni gradienti di colore.

Di fondo, ci sono temi di urgente attualità come il cambiamento climatico e l’inquinamento globale, ma anche la rivendicazione dell’importanza del lavoro manuale.

Inoltre i suoi lavori risentono molto della vicenda autobiografica, soprattutto il paesaggio delle sue opere richiama senza dubbio le foreste natali, vicino a Grancy, un piccolo villaggio ai piedi del Mont Tendre.


A Rivoli

Per la mostra di Rivoli, Claudia Comte ha realizzato undici monumentali interventi murali che creano un effetto ottico avvolgente, attraverso moduli continuamente ripetuti nello spazio espositivo.

Sono installazioni pensate appositamente per le sale museali, tanto che l’artista si è fatta ispirare da alcuni motivi decorativi della residenza sabauda e dalla specificità geologica dell’anfiteatro morenico di Rivoli-Avigliana.

Anche in questo caso, però, queste due fonti di ispirazioni sono state rielaborate nelle forme astratte, tanto che dominano sempre la geometria e la ripetizione lineare delle forme, innegabili cifre stilistiche di Claudia Comte.



Di fronte al collezionista. La collezione di Uli Sigg di arte contemporanea cinese

Fino al 30 agosto 2020

Il Castello di Rivoli presenta per la prima volta in Italia la prestigiosa collezione di arte contemporanea cinese dell’imprenditore svizzero Uli Sigg.


I meriti di Uli Sigg

Le mostre di arte contemporanea dell’estate 2020 a Torino - Uli Sigg al Castello di Rivoli

Durante gli anni trascorsi in Cina per motivi di lavoro, Sigg ha stretto numerose amicizie con gli artisti locali, incoraggiandone i percorsi creativi, perché pienamente consapevole di quanto l’arte potesse essere lo strumento perfetto per conoscere in profondità la cultura cinese.

“Grazie al mio viaggio attraverso l’arte – dice Sigg – credo di poter affermare di aver visto più Cina di molti cinesi. Colleziono, ma più che un collezionista preferisco definirmi un ricercatore”.

In particolare, la sua ricchissima collezione documenta l’evoluzione dell’arte cinese dalla fine degli anni settanta a oggi.

Non solo. Nel 1997 Sigg ha istituito il Chinese Contemporary Art Award, un premio annuale destinato ad artisti contemporanei cinesi che vivono in Cina e che, attraverso il coinvolgimento di direttori e curatori internazionali nella giuria, ha contribuito alla successiva diffusione dell’arte cinese in molti musei nel mondo.

Per finire, Sigg ha donato 1.450 opere della sua collezione al futuro M+ , il Museo di Cultura Visiva di Hong Kong, per restituire alla Cina parte del suo patrimonio culturale contemporaneo. 


In mostra

La prima sala ospita alcune delle prime opere acquistate da Sigg, solitamente installate presso la sua casa in Svizzera, compresi i tantissimi ritratti che gli artisti gli hanno dedicato.

Al centro della sala c’è il monumentale Fragments (2005) di Ai Weiwei, uno tra gli artisti a lui più vicini e presente in collezione con numerose opere.

Molti i temi trattati come,

  • le profonde trasformazioni sociali e politiche degli ultimi decenni, grazie alle opere di Peng Yu & Sun Yuan, Liu Ding e Mao Tongqiang;
  • l’interesse per la tradizione culturale e il confronto tra l’idea di Occidente e quella di Oriente, nelle sale di  Shao Fan e di Liu Wei;
  • il paesaggio, molto ricorrente nell’arte cinese.


Renato Leotta. Sole

Fino al 30 agosto 2020

Il Castello di Rivoli presenta “Sole” di Renato Leotta, allestendo così la prima personale dell’artista torinese di origine siciliana in un museo pubblico.

Si tratta di un’installazione ambientale (ovvero di un’opera che si confronta con l’ambiente in cui si trova) che esplora il legame tra la tradizione industriale del Piemonte, il suo tessuto sociale e il linguaggio artistico del Barocco.

Renato Leotta sole - castello di Rivoli

L’opera consiste nell’illuminare tutto ciò che è piemontese nell’edificio, attraverso delle specie di fari di automobili, che diventano un alternativo impianto d’illuminazione del museo.

In questo modo si crea un percorso immaginario in cui si rianimano i fasti del passato barocco con i suoi motivi araldici, le decorazioni e gli affreschi, in tutto il suo eclettismo e gioco di pieni e vuoti.

A livello metaforico, Renato Leotta vuole evidenziare il cambiamento sociale avvenuto in quest’area, che da centro legato all’industria fino alla fine degli anni Novanta del secolo scorso, è diventato un luogo di produzione “della cultura contemporanea dell’intrattenimento”, come afferma l’artista.



James Richards. Alms for the Birds

Fino al 30 agosto 2020

Il Castello di Rivoli prosegue il programma di commissioni di opere d’arte realizzate in omaggio ai capolavori della Collezione Cerruti avviato a maggio 2019.

Ora è il turno di James Richards con Alms for the Birds, un’installazione in due parti, una sonora e una visiva, che trasforma la villa che ospita la Collezione Cerruti in un luogo fantastico, di ricerca della perfezione.

Le mostre di arte contemporanea dell’estate 2020 a Torino - James Richards al Castello di Rivoli

 Una specie di “casa-sogno”, ma anche luogo legato alla dimensione ultraterrena.

Del resto, lo stesso titolo dell’opera “Alms  for the Birds”  si ispira alla pratica funeraria orientale che prevede che i corpi dei defunti vengano lasciati decomporre naturalmente e a disposizione degli uccelli, proprio come elemosina.


Installazione multisensoriale

In pratica, l’opera mette in relazione la camera nella torre di Villa Cerruti con l’Appartamento del re Vittorio Amedeo II, al primo piano del Castello di Rivoli. In particolare, con la Camera del letto del re, dove si dice che Vittorio Amedeo II fu tenuto prigioniero dal figlio Carlo Emanuele III perché aveva cambiato idea dopo la sua abdicazione e voleva riprendersi la corona.

Proprio questa camera è invasa dal suono di una composizione musicale creata unendo tracce sonore di film storici.

 E sempre la stessa camera è re-immaginata dall’interno, la sua architettura espansa e poi contratta in una visione allucinatoria, coinvolgendo anche l’architettura di Villa Cerruti.

Al pubblico viene così offerta un’esperienza sensoriale ed emotiva che unisce attraverso associazioni inaspettate i due edifici, le loro collezioni e le loro storie.



Giorgio Morandi. Capolavori dalla Collezione di Francesco Federico Cerruti

Fino al 26 luglio 2020

Il Castello di Rivoli prosegue il programma di approfondimento sulle opere della Collezione Cerruti con il nucleo di dipinti di Giorgio Morandi.


La collezione Cerruti

Come saprete, da maggio del 2019 la Collezione di Francesco Federico Cerruti è il nuovo polo del Museo.

Si tratta di una collezione privata veramente prestigiosa che include quasi trecento opere di scultura e pittura, dal Medioevo al Contemporaneo; libri antichi e arredi, tra cui tappeti e scrittoi di celebri ebanisti.

E il Castello di Rivoli ha pensato di presentare questi capolavori un po’ alla volta, con periodiche mostre monografiche.

Ora è il turno di Morandi.


Le cinque tele di Giorgio Morandi

Le mostre di arte contemporanea dell'estate 2020 a Torino - giorgio morandi castello di rivoli

Queste opere di Giorgio Morandi testimoniano le sue sperimentazioni a livello pittorico, come

  • i chiaroscuri e le modulazioni tonali della Natura morta del 1945;
  • le superfici opache della versione del 1951 perché realizzata con pennellate dense e sovrapposte;
  • l’essenzialità del Paesaggio del 1939;
  •  la luminosità dei Fiori del 1954 e della Natura morta del 1958.

“Autore di più di 1300 dipinti che attraversano buona parte del ventesimo secolo”, afferma  la direttrice Carolyn Christov-Bakargiev, “l’opera pacata ed enigmatica dell’artista bolognese Giorgio Morandi è basata sulla semplificazione e la variazione continua di pochi soggetti, sull’uso di una palette limitata di tonalità mentre il mondo fuori veniva sconvolto da guerre mondiali e cambiamenti sociopolitici. Morandi quasi precorreva il minimalismo in un delicato equilibrio tra arte figurativa e astrazione, tendente all’effetto sublime di una pura visibilità. In contrasto con il mondo esterno allo studio del pittore, caratterizzato da rumore e sommovimento, Morandi nello studio dipingeva nature morte, semplici e umili bottiglie e vasi, un mondo recintato nello spazio mentale dell’esercizio del vedere”.




Quale delle mostre d’arte contemporanea dell’estate 2020 a Torino vi ispira di più? Fatemelo sapere nei commenti.

Pensate che queste sono solo alcune delle imperdibili mostre dell’estate 2020 a Torino. E io ve le racconto tutte.

Ad esempio, potete anche farvi ispirare dall’articolo sulle altre mostre d’arte o su quelle fotografiche.

Comunque sia, il catalogo delle mostre di Torino non finisce mica qui, è un continuo aggiornamento, pertanto continuate a seguirmi oppure iscrivetevi alla newsletter.

Arrivederci alla prossima mostra.