Home » Archivio » Le mostre dell’estate 2019 a Torino

Le mostre dell’estate 2019 a Torino sembrano veramente molto interessanti.

Ecco una piccola presentazione di quelle visitabili da giugno.

Si può spaziare con i dipinti di Matteo Olivero all’Albertina e di Nella Marchesini alla GAM; oppure farsi affascinare dal collezionismo di Riccardo Gualino ai Musei Reali, dalle maioliche rinascimentali di Palazzo Madama e dalle penne Aurora all’Officina della scrittura.

Ricche di stimoli anche le esposizioni di Irene Kung a Camera e David Lachapelle alla Venaria Reale, per non parlare delle installazioni ambientaliste del PAV e della mostra sugli anni ’90 alla Sandretto.

Qua sotto troverai l’indice completo per saperne di più 😉

Buona lettura!


Indice delle mostre dell’estate 2019 a Torino


I mondi di Riccardo Gualino collezionista e imprenditore

Locandina mostra riccardo gualino musei reali torino una delle mostre dell'estate 2019 a Torino

Ospitata nelle Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino, la mostra ricostruisce l’avventura collezionistica dell’imprenditore Riccardo Gualino e di sua moglie Cesarina Gurgo Salice.

Infatti l’esposizione raccoglie le oltre trecento opere d’arte, tra dipinti, sculture, arredi  e fotografie che hanno costituito la loro sorprendente collezione.

E tutto questo grazie alla collaborazione nata tra diverse istituzioni torinesi e nazionali, come la Galleria Sabauda di Torino, la Banca d’Italia di Roma e l’Archivio Centrale dello Stato.

Le meraviglie della collezione

Si possono così ammirare capolavori come la Madonna in trono di Duccio da Buoninsegna, la Venere di Botticelli, Venere e Marte di Veronese, la Négresse di Édouard Manet, il Paesaggio campestre di Claude Monet, il Ritratto di Gualino di Casorati… e l’elenco può proseguire ancora.

L’universo di Gualino

Ma il valore della mostra è rappresentato anche dalla completa immersione nel mondo e nella visione artistica di Gualino, con un allestimento che ricorda una casa-museo.

Infatti le opere sono distribuite in spazi che rimandano a quelli originali, come le stanze del Castello di Cereseto Monferrato, la prima residenza, o gli uffici in corso Vittorio Emanuele I a Torino.

Inoltre sono accompagnate da fotografie e documenti dell’epoca,

  • che raccontano l’amicizia con i personaggi più influenti della Torino di quel periodo, come  lo storico dell’arte Lionello Venturi  e Giovanni Agnelli;
  •  che analizzano le capacità imprenditoriali come finanziere e capitano d’industria;
  • che testimoniano i momenti più difficili, come il crack finanziario del 1929 seguito dalla ripresa degli anni romani.

Insomma si tratta di una mostra a più livelli, che può interessare tanto gli estimatori d’arte, quanto gli appassionati di biografie di personalità che si sono distinte nel corso della propria vita.

Guarda le altre mostre dell’estate 2019 a Torino.


L’Italia del Rinascimento. Lo splendore della maiolica

Locandina mostra maioliche palazzo madama Torino - una delle mostre dell'estate 2019 a Torino

A Palazzo Madama va in scena lo spettacolo colorato della maiolica rinascimentale italiana nel suo periodo di massimo splendore, ovvero dalla seconda metà del Quattrocento alla metà del Cinquecento.

Infatti la mostra ricostruisce lo sviluppo della ceramica smaltata soprattutto nell’Italia centrale, dalla Toscana all’Emilia, dalle Marche all’Umbria, nel momento in cui la produzione islamica viene rinnovata con motivi di gusto gotico e rinascimentale e con decori tratti dalle porcellane cinesi.

Repertorio di immagini e storie

In questo periodo le credenze e le tavole delle dimore signorili si riempiono di maioliche istoriate con episodi sacri, miti classici e racconti cavallereschi. Un vero e proprio catalogo di storie, patrimonio comune dei momenti di convivialità.

Rispetto alla pittura, la decorazione della maiolica rinascimentale mostra una maggiore libertà a livello iconografico, anche se non mancano evidenti riprese da dipinti famosi dell’epoca, come gli affreschi di Michelangelo e di Raffaello. Le credenze delle case dei nobili diventavano così delle piccole “pinacoteche”.

Il valore della tecnica

Giustamente questa mostra pone l’attenzione sulla perizia tecnica necessaria per realizzare oggetti così curati nel disegno e nel colore.

Una maiolica di così alto livello è infatti frutto dell’abilità indiscussa di un miniaturista e di un affrescatore, i quali non hanno nulla da invidiare ai grandi maestri dell’arte italiana.

Capolavori in mostra

Durante il percorso di visita si possono ammirare alcune opere dei più famosi pittori su maiolica, come Nicola da Urbino e Francesco Xanto Avelli, e molte meraviglie come una coppia di albarelli di Domenigo da Veneziaun grande rinfrescatoio di Urbino e la brocca in porcellana medicea di Palazzo Madama.

Senza dubbio una mostra in grado di appassionare molti visitatori, grazie ai suoi colorati oggetti custodi di storie.

Guarda le altre mostre dell’estate 2019 a Torino


Irene Kung. Monumenti

 ©-Irene-Kung-Manchurian-Pine-e-New-Museum.-Courtesy-Galleria-Valentina-Bonomo.jpg
@IreneKung -Manchurian Pine e New Museum. Courtesy Galleria Valentina Bonomo

Nella Project Room di CAMERA è allestita la mostra personale dell’artista svizzera Irene Kung, intitolata Monumenti.

Nelle diciotto opere di grande formato esposte, tratte dalle serie fotografiche Le città invisibili e Trees, vengono presentati alberi, antiche rovine e monumenti famosi senza contesto, in modo da eliminare i superflui riferimenti temporali e spaziali per fare emergere completamente la loro essenza.

Le immagini sono state trasformate e rielaborate più volte, tanto da crearne più versioni alla ricerca di molteplici mondi alternativi, dove possano regnare la purezza e armonia salvifica dei soggetti.

Lo scopo dell’artista

“Io non cerco finzione, cerco pace. Inseguo l’equilibrio che la nostra società ha guastato. Noi stiamo peggio di prima, ma stiamo ancora vivendo benissimo, in mezzo alla bellezza.”

Del resto, dagli elementi della natura e dalle grandi opere artistiche dell’uomo si diffonde una tale bellezza che non può lasciare indifferente il visitatore di questa mostra.

Guarda le altre mostre dell’estate 2019 a Torino.


David LaChapelle. Atti divini

 Loaves-and-Fishes-2003-©-David-LaChapelle
Loaves and Fishes, 2003 ©David LaChapelle

La nuova mostra alla Venaria Reale esplora il mondo creativo di David LaChapelle, uno dei più famosi fotografi e registi contemporanei a livello mondiale.

Sono infatti esposte 70 opere di grande e grandissimo formato, tra le più significative della carriera dell’artista.

Sto parlando di:

  • Rape of Africa (2009), in cui Naomi Campbell è una Venere di Botticelli nelle miniere d’oro dell’Africa;
  •  Showtime at the Apocalypse (2013), un ritratto della famiglia Kardashian che rappresenta non solo la famiglia stessa, ma anche le inquietudini e i desideri di tutti gli uomini;
  • le serie Land SCAPE (2013) e Gas (2013), in cui LaChapelle usa oggetti trovati per creare raffinerie di petrolio e le loro stazioni di servizio, per poi presentarle come reliquie in una terra bonificata dalla natura;
  • Deluge (2007), la sua versione contemporanea dell’affresco di Michelangelo della Cappella Sistina;
  • i lavori di Awakened (2007) e Seismic Shift (2012) con scene legate al tema della divinità nel mondo moderno;
  • e le opere inedite della nuova serie New World (2017-2019), che descrivono lo stupore dell’artista per il sublime e la ricerca della spiritualità in scene di utopia tropicale.

Il mondo di Lachapelle

Un percorso espositivo d’eccezione, per scoprire la sua originale rappresentazione dell’umanità fuori dai canoni, in una dimensione onirica fatta di colori super sgargianti, di riferimenti colti e citazioni pop, in un viaggio nel tempo, dal Rinascimento ai giorni nostri.

Nelle sue opere riconosciamo la confusione e le difficoltà di ogni giorno, tappe fondamentali che spingono l’uomo verso la ricerca di una dimensione spirituale e che lo portano a compiere i cosiddetti atti divini”.

Questo anelito verso il divino, unito alla forza espressiva del colore e della composizione fotografica, stimola senza dubbio il confronto del visitatore.

Guarda le altre mostre dell’estate 2019 a Torino.


Notti magiche. Arte italiana anni novanta dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo

Maurizio Cattelan – Cesena 47-A.C. Forniture Sud 12 (2nd half-time) – 1991 – Courtesy Collezione Sandretto Re Rebaudengo
©Maurizio Cattelan – Cesena 47-A.C. Forniture Sud 12 (2nd half-time) – 1991 – Courtesy Collezione Sandretto Re Rebaudengo

Questa esposizione indaga i temi e i linguaggi dell’arte italiana degli anni ’90, attraverso le scelte della Collezione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, che mostra fin dal 1992 un forte interesse per le ricerche degli artisti italiani emergenti.

Gli anni ’90

A livello storico il decennio si apre con  Italia ’90, il campionato mondiale di calcio ospitato nel nostro Paese nel 1990, sulle note di Un’estate italiana di Bennato e della Nannini. La Nazionale arriva terza e ad aggiudicarsi il titolo è la Germania dell’Ovest che batte l’Argentina in finale. E pensare che solo tre mesi dopo ci sarà la storica riunificazione con la Germania dell’Est.

A seguire anni di luci ed ombre, di eventi cruciali in senso positivo e in senso negativo, fino al terribile atto terroristico a New York nel 2001.

In mostra

Sono 25 le opere esposte per parlare del contrasto tra vuoti e pieni, tra leggerezza e peso, tra spazi e luoghi, da quelli astratti, immaginati ed ordinati a quelli disordinati dalla soggettività, dalle relazioni, dall’identità.

Vi elenco alcuni esempi di come la creatività italiana di quel periodo sia ben rappresentata in questa mostra:

  • l’installazione di Eva Marisaldi, intitolata Minima Arteria (1995);
  • il video “La pista degli angeli” di Grazia Toderi;
  • la sequenza fotografica delle ragazze degli Untitled (1996) di Vanessa Beecroft;
  • le figure emaciate della pittura di Margherita Manzelli;
  • le squadre bianco-nere di Cesena 47-AC (1991) di Maurizio Cattelan;
  • i 100 Cinesi (1998) di Paola Pivi.

Un’autentica immersione nell’arte contemporanea italiana per appassionati e per chi ne vuole capire di più.

  Guarda le altre mostre dell’estate 2019 a Torino.


Aurora Eterna

Locandina Aurora eterna mostra torino

Ospitata presso l’Officina della scrittura, questa mostra è dedicata alla penna stilografica Aurora per festeggiare  il centenario dell’azienda omonima.

È infatti dal 1919 che lo stabilimento di Torino produce queste mitiche penne famose in tutto il mondo, tanto da essere considerate delle vere icone del Made in Italy.

Percorso espositivo

In questa esposizione troverete dieci penne simbolo, una per ogni decade, accompagnate da opere d’arte, oggetti di design e testimonianze storiche.

Per citarne qualcuna,

  • la R.A.00 (Rientrante Aurora) lunga solo 6 centimetri, perfetta per le debuttanti degli anni Venti che la portavano al polso per essere sempre pronte ad aggiornare il proprio carnet di ballo;
  •  l’Asterope che gli uomini d’affare degli anni Quaranta aprivano e chiudevano con una sola mano;
  •  la famosissima Auretta, di moda tra gli studenti negli anni ’60;
  • la Egizia, la più venduta di sempre;
  • la Giuseppe Verdi una delle penne più prestigiose dell’azienda.

Guarda le altre mostre


Un tasto italiano. Remington e Cesare Verona a Torino

Ospitata anch’essa presso l’Officina della scrittura, questa mostra riguarda le prestigiose macchine da scrivere Remington: dalla Sholes e Glidden, la prima macchina industriale del mondo alla Remington Standard N. 5, la più venduta di sempre, fino a quelle più moderne portatili.

Guarda le altre mostre dell’estate 2019 a Torino.


Matteo Olivero. La formazione, i temi, la fortuna

Matteo Olivero - Sole invernale - una delle mostre dell'estate 2019 a Torino
Matteo Olivero – Sole invernale

La nuova mostra della Pinacoteca Albertina di Torino ripercorre la vicenda artistica di Matteo Olivero, un esponente piemontese del Divisionismo italiano, sulle orme di Giovanni Segantini e dell’amico Pellizza da Volpedo.

Da sottolineare come questa esposizione faccia parte di un progetto più ampio che coinvolge altre sedi espositive tra Cuneo, Saluzzo, Acceglio e Rore di Sampeyre, tutti luoghi importanti per l’artista.

La chiave interpretativa

Viene chiamato il “pittore della luce” perchè le sue piccole pennellate di colori affiancati sono funzionali a esaltare la componente luminosa nei suoi paesaggi.

Infatti Matteo Olivero rimane sempre fedele all’emozione e ai sentimenti che gli suscitano la luce e gli elementi rifrangenti come la neve e l’acqua.

Perché solo la luce, coi suoi colori, le sue intensità, le sue presenze e le sue assenze, può dettare il ritmo e il senso delle sue composizioni.

Il legame con il territorio

Nella maggioranza dei casi i suoi dipinti raffigurano scorci delle valli intorno al Monviso, come la Val Maira, la Valle Po e la Val Varaita.

 Sono i luoghi del cuore dell’artista, non solo perché vi ha vissuto, ma perché sono i soggetti più evocativi per le sue pennellate luminose.

Sono certa che il visitatore che ama queste zone del Piemonte, come cent’anni fa le ha amate quest’artista, riconoscerà i paesaggi e non potrà far altro che emozionarsi.

  Guarda le altre mostre dell’estate 2019 a Torino.


Resistenza/Resilienza

Locandina mostra Resistenza-Resilienza Torino - - una delle mostre dell'estate 2019 a Torino

Al PAV (Parco Arte Vivente) è iniziata la mostra collettiva dedicata a due elementi chiave dell’ecologismo di oggi, la resistenza e la resilienza.

La resistenza è la lotta tenace di alcuni movimenti che si oppongono alla realizzazione di infrastrutture che possono danneggiare e inquinare l’ambiente, come i NOTAP, NOTAV e i NOMUOS.

La resilienza si basa sulla collaborazione fra tutte le forze ambientaliste che operano a livello locale con lo scopo di promuovere una gestione equilibrata e ottimale del rapporto ormai imprescindibile tra uomo e natura.

Oggi questo binomio è ritenuto fondamentale per cambiare la politica mondiale da sempre poco attenta ai temi ambientalisti.

Inoltre, per il proseguimento di tali obbiettivi un ruolo importante è rivestito proprio dagli artisti ambientalisti.

Il valore della mostra

È così spiegato lo scopo di questa mostra che ha coinvolto otto personalità attive a livello locale, per realizzare progetti propositivi da allestire nelle aree interne ed esterne del museo.

Gli artisti coinvolti

Sto parlando di:

  • Gea Casolaro che presenta il video Prima che la notte duri per sempre e una rassegna di immagini relative alla sua installazione Vivaio Eternot di Casale Monferrato;
  • Michelangelo Consani con la scultura di un daino come resistenza “naturale” dell’arte;
  • Leone Contini che ha realizzato un pergolato di zucche esotiche, nate dai semi che i migranti hanno portato in Italia;
  • Ugo La Pietra e i suoi cinque gazebi con all’interno bonsai e oggetti simbolici dell’ecosofia;
  • Michele Guido con le sculture del Ceiba Project e un orto per la produzione di semi di specie vegetali rare e antiche;
  • Piero Gilardi e la sua installazione interattiva sul tema della sequoia Luna che doveva essere abbattuta in California, ma che fu salvata da una ragazza che visse sull’albero 738 giorni in segno di protesta.
  • il gruppo Wurmkosha che ha realizzato una vigna a “topia” con uno spazio conviviale incorporato sulle pendici della collina del PAV;
  • l’illustratore Marco Bailone con un murales sulle lotte della Val di Susa.

Insomma, una mostra significativa  per capire quanto l’arte possa essere fondamentale per la sensibilizzazione ai temi ecologisti.

Guarda le altre mostre dell’estate 2019 a Torino.


Nella Marchesini. La vita nella pittura. Opere dal 1920 al 1953

Nella Marchesini -Donne assise con bambino - una delle mostre dell'estate 2019 a Torino
Nella Marchesini -Donne assise con bambino

Nuova mostra alla GAM di Torino dedicata a Nella Marchesini, la pittrice attiva a Torino nella prima metà del Novecento.

Qualche dato biografico

Arrivata a Torino nel 1911, Nella Marchesini entra nella cerchia di Piero Gobetti e delle sue riviste.

Stringe così amicizia con i più importanti intellettuali dell’epoca, come Carlo Levi, Natalino Sapegno, Edmondo Rho e Federico Chabod.

Inoltre grazie a Gobetti conosce Felice Casorati, che la accoglie come prima allieva della sua Scuola libera di pittura, un’occasione fondamentale grazie a cui lavorerà con Lalla Romano, Paola Levi Montalcini, Daphne Maugham, Ida Donati, Albino Galvano e Marisa Mori.

Nel 1930 sposa il pittore Ugo Malvano, che la coinvolge verso nuovi stimoli artistici più vicini alla modernità internazionale e ai pittori come Cézanne e Manet.

In mostra

Si tratta di un’esposizione di circa trenta opere, provenienti da collezioni private e dal nucleo della GAM di Torino.

Dal Ritratto del padre del 1923 a Tre donne del 1952, le opere esposte ripercorrono l’evoluzione dell’artista, ponendo l’attenzione sullo stile, sui soggetti iconografici prediletti e sulle fonti d’ispirazione.

I temi preferiti

Un viaggio che parte dalle ricerche sulla figura umana fino ai paesaggi visti in Val d’Aosta e in Valchiusella, dove si rifugia dai bombardamenti.

Elemento chiave della sua produzione è l’autoritratto, sia davanti al cavalletto, sia all’interno delle composizioni.

In questo modo l’artista evoca i momenti cruciali della sua vita perché per lei l’arte e la vita sono inseparabili l’una dall’altra.

Del resto la sua è proprio una pittura che si può definire autobiografica.

Un valore aggiunto

Lettere, fotografie d’epoca e alcuni scritti autobiografici accompagnano i dipinti e i disegni esposti, raccontando la Torino fra gli anni Venti e Cinquanta del Novecento, un periodo ricco di grandi fermenti culturali e artistici per la città. 

Insomma, una mostra preziosa per scoprire un’artista poco conosciuta, ma piena di personalità e perfettamente in grado di coinvolgere il pubblico.

Guarda le altre mostre dell’estate 2019 a Torino.


Qual è la mostra che vi ispira di più? Scrivetemelo nei commenti!

Ancora una precisazione: nei prossimi giorni pubblicherò anche un post sulle mostre dell’estate 2019 a Torino, in partenza a luglio.

Continuate a seguirmi, altrimenti iscrivetevi alla newsletter per essere certi di non dimenticarvelo.

Arrivederci alla prossima!