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Oggi vi parlo delle mostre a tema ecologico di Torino.

Si tratta di esposizioni in cui l’arte contemporanea gioca un ruolo importante nelle istanze ambientaliste, sia in termini di denuncia come nelle opere di Navjot Altaf al PAV, sia in quelli di sensibilizzazione alla salvaguardia del patrimonio boschivo al Museo della Montagna, o ancora in quelli legati al riciclo della plastica a Palazzo Barolo.

Ma ora, andiamo a vedere caso per caso.


Samakaalik – Democrazia della Terra e Femminismo

Fino al 16 febbraio 2020

mostre di Torino a tema ecologico -  Samakaalik - Democrazia della Terra e Femminismo - PAV Torino

Il PAV apre un nuovo capitolo sul rapporto tra arte e pensiero ecologista, ospitando la prima personale italiana di Navjot Altaf, una delle artiste più radicali dell’India.

Il tema della mostra è il “samakaalik tra l’ecologia e il movimento femminista, ossia la “simultaneità” che esiste tra queste due lotte sociali.

In particolare, i lavori di Altaf denunciano lo sfruttamento minerario, la consunzione delle foreste e i danni causati dall’agricoltura intensiva e dall’industria pesante, dando voce alle comunità locali in lotta contro il potere statale e le multinazionali.

Il movimento femminista indiano

Contro il sistema capitalista agisce anche il movimento femminista indiano, che ha un’importante rappresentante nell’economista Bina Agarwal.

In particolare, per Agarwal le donne lavoratrici delle aree rurali dell’India costituiscono un importante fattore di resistenza al capitalismo occidentale.

In questa prospettiva, s’inserisce anche il pensiero della filosofa della scienza Meera Nanda, che indaga la relazione tra oppressione femminile e sistema delle caste.

Figlie di queste riflessioni, le opere di Altaf hanno lo scopo di scardinare le convenzioni identitarie sull’essere donna e sull’essere lavoratore, frutto dei pregiudizi generati dal patriarcato e dal capitalismo.


A collection

Fino al 15 dicembre 2019

mostre di Torino a tema ecologico -  a collection - palazzo barolo torino

Parte da Torino “A collection”, la prima tappa di un progetto che vede giovani artisti italiani già affermati confrontarsi con nuove tecniche di tessitura.

Il risultato è affascinante: 11 arazzi contemporanei realizzati con straordinari filati ottenuti dalla lavorazione della plastica riciclata.

Un progetto nato per dimostrare come sia possibile tramite la tecnologia e la creatività trasformare un oggetto che sembrava destinato ormai solo alla spazzatura in un’opera d’arte, oltretutto d’élite come un arazzo.

La realizzazione degli arazzi

In pratica, sono stati scelti dieci artisti, ognuno dei quali ha progettato un arazzo secondo il proprio gusto artistico.

A questo punto il progetto dell’artista è stato riletto e trasformato in chiave tessile dal Maestro tessitore Giovanni Bonotto, il quale, a sua volta, ha creato l’arazzo “Barocco 4.0 che accoglie i visitatori nell’atrio di Palazzo Barolo.

Un video di approfondimento

In mostra c’è anche un video di Aberto Habaibeh, costituito da due parti:

  • “A Collection” che mostra come sia nato questo progetto che trasforma la plastica in un’opera d’arte, offrendo nuove prospettive per risolvere la crisi ambientale causata dal suo mancato riciclo;
  • “Parola agli artisti”, dove vengono spiegati i motivi che hanno spinto gli artisti a partecipare.

Tree Time

Fino al 23 febbraio 2020

mostre di Torino a tema ecologico - tree time museo della montagna torino

Con questa nuova mostra il Museo della Montagna prosegue il percorso intrapreso nel 2018 riguardo le principali problematiche ambientali della montagna ai giorni nostri.

Credo che abbia colpito chiunque il terrificante incendio in Amazzonia di mesi fa, ribadendo per l’ennesima volta quanto sia urgente custodire meglio il patrimonio boschivo della Terra, il nostro grande polmone verde.

Tutti possono collaborare alla causa, in particolare le istituzioni museali perchè hanno grandissime potenzialità nella sensibilizzazione.

Una mostra per gli alberi

Basta prendere come esempio il Museo della Montagna, che in questo periodo ospita proprio una mostra dedicata agli alberi, focalizzandosi sulla loro funzione di protezione e sulla loro capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici, anche se tutto ciò comporta un aumento della loro fragilità.

Pertanto, la mostra “Tree Time” non fa altro che ribadire che è giunta l’ora di prendersi cura degli alberi e di occuparsi della loro salute, gestendo al meglio i loro habitat, come ad esempio la montagna.

Due percorsi

 La peculiarità di questa mostra è il fatto che si sviluppa su due livelli.

Da una parte, fotografie e documenti storici del museo, che ci fanno scoprire come già due secoli fa, durante il primo congresso sugli alberi del 1898, si parlava delle conseguenze nefaste del disboscamento massiccio, allarme purtroppo completamente ignorato dalle istituzioni.

Ma ci sono anche precoci casi positivi di “pensiero verde”: negli anni Trenta del Novecento Ermenegildo Zegna capisce l’importanza di creare un’area verde in una zona di lavoro, tanto che dà vita alla cosiddetta Panoramica Zegna, attraverso un’imponente opera di piantumazione, valorizzazione e gestione dell’ambiente montano attorno a Trivero, in provincia di Biella.

Il secondo binario della mostra è costituito dal racconto visivo creato da 20 opere d’arte contemporanea realizzate con tecniche molto variegate, dalla fotografia all’installazione, dall’olio su tela alla ceramica.

A dimostrazione, ancora una volta, che l’arte è il veicolo perfetto per diffondere in maniera efficace e capillare un tema di portata collettiva.

Un ultimo dettaglio importante

Il catalogo della mostra è il primo in Italia realizzato in “stone paper”, ovvero il materiale di scarto della pietra.

 In questo modo, non si sono abbattuti alberi, non si è consumata acqua e si è risparmiata energia!

Insomma, al Museo della Montagna ci aspetta un mondo multiforme che ci parla degli alberi sotto diversi punti di vista, partendo da alcune riflessioni del passato per affrontare le emergenze del presente e migliorare le aspettative del futuro.


Tiziano Fratus.  Radico ergo sum

Fino al 23 febbraio 2020

mostra Tiziano Fratus radico ergo sum - museo della montagna torino

La saletta cinema del Museo della Montagna ospita un progetto fotografico inedito di Tiziano Fratus, il poeta e scrittore che ha coniato il concetto di “homo radix”, ovvero colui che si immerge a tal punto nella natura da creare connessioni spirituali e culturali con gli elementi naturali.

Per anni Tiziano Fratus ha viaggiato per il mondo in cerca degli alberi monumentali più affascinanti.

Ne ha scritto sui giornali, li ha fotografati ed ora questo progetto fotografico, in cui le immagini di questi alberi magnifici sono accompagnate dalle sue parole in versi e in prosa.

Un interessante progetto espositivo che si collega naturalmente con “Tree Time”, l’altra mostra del Museo della Montagna, di  cui vi ho parlato prima.


Che ne pensate delle mostre di Torino a tema ecologico? L’arte è uno strumento adatto per le istanze ambientali? Scrivetemelo nei commenti.

Se l’argomento vi ha interessato, vi segnalo anche l’articolo sull’iniziativa Circular Economy & Art.

Oltre alle mostre a tema ecologico, potete anche spaziare con le recensioni a singole mostre, come nel caso di Michael Rakovitz, di Vittorio Corcos , di Hokusai, Hiroshige e Hasui, di Vivian Maier, di Man Ray e Tommaso Bonaventura.

Oppure farvi ispirare dagli articoli che raggruppano le mostre per tema, come quelle di arte contemporanea, quelle del MAO, o quelle che non si occupano di arte, per non parlare di quelle fotografiche.

Ho in mente altri articoli sulle mostre di Torino, pertanto continuate a seguirmi, oppure iscrivetevi alla newsletter.

Arrivederci alla prossima mostra.