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Oggi ti parlerò della rete fognaria di Iulia Augusta Taurinorum.

Un argomento un po’ particolare, senza dubbio, ma vedrai che confermerà ancora una volta il grande ingegno degli antichi Romani.

Dunque, devi sapere che per i Romani un’efficiente rete fognaria era fondamentale tanto quanto garantire l’approvvigionamento idrico cittadino, come ti ho spiegato nell’articolo sull’acquedotto della Torino romana.

Pertanto misero in campo tutte le loro competenze ingegneristiche per realizzare un sistema di condutture sotterranee, che smaltisse le acque reflue e i liquami prodotti in città.


Il caso della Torino romana

Grazie alle scoperte ottocentesche di numerosi tratti di condutture, si è capito subito che la rete fognaria di Iulia Augusta Taurinorum era molto estesa ed articolata.

Infatti, l’impianto di tubature si sviluppava sottoterra, convogliando le acque verso il Po ed era strutturato in collettori principali e diramazioni secondarie.

La rete fognaria risale alla II metà del I secolo d.C., quando la città è nel momento di massimo sviluppo urbanistico, come ti ho raccontato nell’articolo sugli edifici e le infrastrutture di Iulia Augusta Taurinorum.


I collettori principali

I collettori principali correvano sottoterra con orientamento ovest-est, in corrispondenza degli assi dei decumani, in particolare al centro e a lato delle strade.

Erano costruiti in muratura di ciottoli legati da malta e coperti da volte a botte, come quello rinvenuto in via Cesare Battisti.

La rete fognaria di Iulia Augusta Taurinorum - Un tratto della copertura a volta della fognatura rinvenuta in via Cesare Battisti,
Un tratto della copertura a volta della fognatura rinvenuta in via Cesare Battisti, ©Soprintendenza per i Beni Archeologici

Le diramazioni secondarie

Le diramazioni secondarie accoglievano le acque degli isolati più piccoli, in corrispondenza degli assi dei cardi, per poi confluire nei collettori principali.

Un esempio di diramazione secondaria che si unisce a un collettore principale è quello rinvenuto in via Conte Verde angolo via della Basilica.

La rete fognaria di Iulia Augusta Taurinorum - Un tratto della fognatura principale con la diramazione che proviene dall’isolato, venuta alla luce in via Conte Verde
Un tratto della fognatura principale con la diramazione che proviene dall’isolato, venuta alla luce in via Conte Verde ©MuseoTorino

La crisi delle infrastrutture nel IV secolo

Nel corso del IV secolo d. C. la Torino romana entra in crisi, subendo il medesimo destino di tutte le altre città dell’Impero.

Crollo demografico, crisi economica e decadimento di tutte le infrastrutture cittadine a causa della mancata manutenzione, dalle strade alla rete fognaria.


Molte testimonianze

Per fortuna, numerosi ritrovamenti hanno permesso di riscoprire questo modello così avanzato di impianto idraulico.

Oltre ai rinvenimenti in via Cesare Battisti e in via Conte Verde, vi segnalo i resti di collettori ritrovati a inizio ‘900 dall’architetto Alfredo d’Andrade:

  • nei pressi della chiesa dei Santi Martiri in Via Garibaldi;
  • in via San Tommaso, vicino alla chiesa omonima;
  • all’incrocio tra il decumano massimo e il cardo massimo;
  • in piazza Castello, all’imbocco con via Garibaldi.

Più recentemente, all’incrocio tra via Roma e via dell’Arcivescovado è stato rinvenuto un grande collettore fognario, oggi visibile nel parcheggio sotterraneo ACI di via Roma.

Un tratto di collettore fognario conservato all’interno del parcheggio ACI di via Roma. Fotografia di Marco Saroldi
Un tratto di collettore fognario conservato all’interno del parcheggio ACI di via Roma. Fotografia di Marco Saroldi, 2010. © MuseoTorino

Le dimensioni e la collocazione fuori le mura fanno ipotizzare che fungesse da infrastruttura di servizio per un edificio importante, ad esempio un anfiteatro, come ti ho raccontato nell’articolo sull’anfiteatro di Iulia Augusta Taurinorum.


Sitografia


Prima di congedarmi, ti ricordo che quest’articolo fa parte di una rubrica più ampia sull’epoca romana.

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