Home » Notizie » La ceramica Meissen vinta da Palazzo Madama

Grande successo per Palazzo Madama e la Fondazione Torino Musei nell’essersi aggiudicati un servizio di ceramica Meissen per il valore di 210 mila sterline all’asta londinese Christie’s del 4 luglio 2019.

Così, dopo il servizio di porcellana Meissen della famiglia Taparelli d’Azeglio, acquistato nel 2013 attraverso una campagna di crowdfunding, torna a casa anche un altro pezzo importante per Torino.

Si tratta infatti di un dono del 1725 da parte dell’elettore di Sassonia Augusto II, detto il Forte a Vittorio Amedeo II, appena eletto re di Sardegna.


La nascita della ceramica Meissen

Augusto II il Forte è stato uno dei più grandi collezionisti di porcellana della storia, tanto che già nel 1721 il suo Palazzo Olandese contava tredici mila pezzi di manifattura orientale, soprattutto cinesi e giapponesi.

Inoltre nel 1709, dopo lunghi esperimenti nella fortezza di Albrechtsburg, l’alchimista Johann Friedrich Böttger e lo scienziato Ehrenfried Walther von Tschirnhaus scoprono la formula per produrre la ceramica dura, fino ad allora appannaggio esclusivo della Cina.

Per iniziativa regia viene quindi fondata la fabbrica di Meissen che avvia una produzione di porcellana destinata ad avere un tale successo, tanto da diventare un punto di riferimento in tutta Europa.

Non solo. A partire dagli anni ’20 del Settecento il re cominciò a impiegarla come dono diplomatico.

L’omaggio di Augusto II a Vittorio Amedeo II

Uno dei primi casi di questo tipo è proprio quello di cui ho parlato prima, ovvero il dono al re Vittorio Amedeo II.

Infatti nel 1725 sono inviate a Torino dodici casse contenenti circa trecento pezzi, tra cui:

  • una garniture de cheminée (ornamento per la mensola del camino) composta da sette vasi in porcellana bianca, di cui due esemplari sono ancora visibili nell’Appartamento di Rappresentanza e nella Sala del Caffè di Palazzo Reale;
  • nove servizi da tè, caffè e cioccolata con le custodie in cuoio;
  • due piccoli servizi da tavola;
  • due vasi da camera.
Vaso Meissen palazzo reale sala del caffè
Uno dei vasi donati al re Vittorio Amedeo II –
Sala del caffè a Palazzo Reale

Col tempo si verifica una progressiva diaspora di questo prestigioso ensemble, vicenda che per il momento gli studiosi non hanno ancora ricostruito con precisione.

Tuttavia sono certa che le nuove acquisizioni daranno grande impulso al riguardo.

Gli acquisti dall’asta

Tazzina con piattino del servizio per Vittorio Amedeo II, dipinti da JohannGregor Höroldt. Manifattura diMeissen, 1725. Torino, Palazzo Madama
Tazzina con piattino del servizio per Vittorio Amedeo II.
Manifattura di Meissen, 1725. Torino, Palazzo Madama

Dopo la dispersione, a Palazzo Madama era rimasta solo una tazzina con piattino, a cui d’ora in poi si affiancheranno i seguenti pezzi:

  • una teiera con coperchio;
  • cinque tazzine da tè;
  • sette piattini;
  • una coppa per i resti del tè;
  • una tazzina per la cioccolata.

Questione di stile

Questo servizio da tè e cioccolata è decorato con scene di gusto orientale, con lo stemma dei Savoia e con le insegne dell’Ordine dell’Annunziata (la massima onorificenza della casata sabauda).

Il suo grande valore dipende dal fatto che costituisce uno dei primi esemplari di ceramica Meissen della storia, nonché uno dei pochi attribuiti al famoso pittore J. G. Horoldt.

Servizio Meissen - foto da @QuotidianoPiemontese
Servizio Meissen – foto da @QuotidianoPiemontese

Quest’artista dettò lo stile decorativo della Meissen per circa vent’anni, introducendo l’uso del dorato e di nuovi colori come il caratteristico giallo, il verde intenso, l’azzurro e il porpora, e prediligendo scene di ambientazione orientale o di vita quotidiana, soprattutto portuale.

Insomma, un acquisto degno di nota, che non vedo l’ora di poter ammirare tra le altre ceramiche prestigiose del museo.


Non so voi, ma le mie tazze e tazzine sono tutte spaiate e i piattini lasciati nella credenza.

Tuttavia, quando mi capita di osservare le sale da pranzo del passato perfettamente imbandite, rimango incantata ad ammirare l’incredibile fattura dei vari pezzi.

Pasteggiare con oggetti così raffinati non risolve i problemi della vita, ma di sicuro può regalare qualche attimo di piacevolezza, non lo pensate anche voi?

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