Home » Musei » Novità dai musei di Torino » Il restauro dell’altare della Cappella della Sindone


Oggi vi parlerò del restauro dell’altare della Cappella della Sindone.

Avrete forse già visitato la Cappella della Sindone riaperta nel 2018, dopo l’eccezionale restauro che ha rimediato ai danni dell’incendio del 1994.

Di certo avrete notato come l’altare posto al centro della cappella portasse ancora i segni del terribile incidente.

Questo perché le impalcature necessarie per restaurare le pareti e la volta erano troppo grandi e complesse per poter collocare anche le strutture per l’altare.

Ma adesso è giunto il momento anche del suo restauro. Infatti l’altare smetterà di essere un mesto testimone dell’incendio per tornare a splendere in tutta la sua autorevolezza grazie a un intervento di recupero molto importante.


Dal vivo

L’eccezionalità del restauro dell’altare della Cappella della Sindone è dovuta anche al fatto che si sta svolgendo “a vista”: dalle grandi finestre aperte nella recinzione del cantiere sarà possibile seguire il lavoro dei restauratori passo dopo passo.

Una bella opportunità, non trovate?

Per approfondire, vi segnalo il video caricato sul canale Youtube dei Musei Reali di Torino riguardo al restauro.


La storia dell’altare

Ma ora parliamo un po’ dell’altare.

Il suo ideatore è Antonio Bertola, che a fine ‘600 venne incaricato di realizzare una struttura che accogliesse il Lino della Santa Sindone.

Nel suo progetto l’architetto dovette tenere in conto l’ambiente circolare della Cappella, realizzato da Guarino Guarini.

Pertanto realizzò due fronti (uno rivolto verso Palazzo Reale e uno rivolto verso il Duomo) con al centro l’urna per ospitare il Sacro Lino.

L’altare venne realizzato in marmi neri in cui si stagliano decorazioni e sculture in legno dorato, tra cui quattro angeli con i simboli della Passione e otto putti sulla balaustra, alcuni dei quali recanti i chiodi della Croce.


Dopo il restauro

Per fortuna, al momento dell’incendio del 1994 gli otto putti si sono salvati perché si trovavano nella Sacrestia e così torneranno presto nella loro collocazione originaria.

Torneranno al loro posto anche

  • due angeli superstiti dei quattro originali,
  •  i portaceri e i candelieri a piramide,
  • il tabernacolo d’argento sbalzato e cesellato di Carlo Genova detto Lacchetta,
  • e gli ex voto monumentali, come la famosa placca d’argento della Città di Torino di inizio Settecento.

A memoria del rogo, una piccola porzione dell’altare porterà i segni delle fiamme. E testimonierà ancora di più l’incredibile abilità dei restauratori.


Insomma, un’altra notizia molto interessante dai Musei Reali, dopo quella sul restauro del camino monumentale di Palazzo Reale; quella del nuovo allestimento del Museo di Antichità; e tutte le novità dai Giardini Reali.

Non uno, ma ben quattro motivi per andare a trovare questo polo museale d’eccezione.

Per finire, vi ricordo che le notizie dai musei di Torino non finiscono mai. Pertanto, continuate a seguirmicondividete l’articolo e iscrivetevi alla newsletter per non perdervi nulla!

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