Home » Curiosità » Il palazzo della mano misteriosa

In corso Matteotti 45 a Torino, c’è un bel palazzo in stile veneziano che forse vi è capitato di osservare, aspettando alla fermata dell’autobus.

Osservatelo con attenzione in questa mia foto. Notate qualcosa di strano?

Palazzo mano misteriosa Torino

No, non quei buffi mascheroni che fanno le linguacce e che piangono.  Guardate più a sinistra, sopra al portone carraio.

Sì, è proprio una mano misteriosa che tiene tra le dita un foglio di carta, come volesse porgerla ai passanti.

Sembra indicare con l’indice e il medio i passaggi più importanti del cartiglio, non è vero?

dettaglio mano misteriosa Torino

Scommetto che adesso volete sapere che ci fa questa mano sulla facciata del palazzo.

Mettetevi comodi, che la faccenda nasconde un succoso mistero, sconfinando nella dimensione della leggenda.


Storia dell’edificio

Allora, quando si incappa in un dettaglio così insolito la prima cosa da fare è scoprire di più sulla vicenda costruttiva del palazzo che lo ospita.

Primo ostacolo. Ho cercato a lungo, ma non ho trovato nulla di certo sulla storia dell’edificio, a parte l’opinione di alcuni proprietari, secondo cui lo stabile risale all’inizio del Novecento.

Datazione molto probabile, considerando lo stile architettonico, un revival del gotico di ispirazione veneziana, perfettamente inseribile negli anni dell’Eclettismo torinese di fine Ottocento e inizio Novecento.

Tuttavia, individuare il periodo di costruzione del palazzo non basta a saperne di più sulla mano misteriosa.


La leggenda della mano misteriosa

Quando la ricerca di tipo storico si arena, siate certi che si diffondono subito dicerie.

In più, Torino è la città per antonomasia delle storie misteriose.

Eccovi quindi la leggenda della mano misteriosa.


Si narra che la mano appartenga a Ebe di Marnaux, una cortigiana francese che abitava in questo palazzo o comunque nel circondario. Donna di grande fascino, aveva uno stuolo di munifici corteggiatori che foraggiavano le sue continue spese, somme mai restituite dalla dama “dalle mani bucate”.

Tra i creditori innamorati di lei si distingueva un finanziere russo, di nome Bilinsky, il quale potè godere dei favori di Ebe fino a quando non fece bancarotta. A quel punto la donna lo lasciò per dirigersi verso porti più sicuri a livello economico.

Ma il finanziere non si rassegnò e, pazzo di gelosia, decise di vendicarsi.

Una sera, l’aspettò sotto casa e, vedendola arrivare in compagnia di un giovanotto, si avventò su di lei, tentando di pugnalarla.

Per fortuna di Ebe, era una serata molto buia e il finanziere non poteva vantare un’ottima vista.  Infatti il pugnale non centrò il bersaglio, ma si conficcò in un ippocastano lì vicino, d’allora chiamato “l’albero di Ebe”.

Un’aggiunta alla storia ci fa sapere che per la vergogna il signor Bilinsky se la diede a gambe, tra le risate prima di sollievo e poi di scherno da parte di Ebe e del suo accompagnatore.


A spasso tra le ipotesi

Una storia molto carina, non è vero? Peccato che non ci spieghi fino in fondo il significato della mano misteriosa.

Passiamo quindi al vaglio le varie ipotesi.

  • Per alcuni, la mano è un omaggio alla bellezza di Ebe da parte di qualche suo ammiratore;
  • Secondo altri, la mano ricorda la richiesta di aiuto della stessa Ebe la notte dell’agguato;
  • Alcuni la considerano una lettera di Ebe per congedarsi da un amante respinto, magari proprio il finanziere Bilinsky;
  • Altri ancora la ritengono un’insegna discreta che indicava la presenza di una casa chiusa nel palazzo.

Al momento nessuna di queste ipotesi ha avuto un riscontro effettivo, e probabilmente mai accadrà. La speranza è l’ultima a morire.


Ma è esistita sul serio Ebe di Marvaux?

Dunque, ho scoperto che nel 1912 un’attrice di nome Ebe Bonini Picello recitò una commedia del celebre drammaturgo Pierre de Marvaux al Teatro Alfieri. Che sia lei la nostra Ebe?


Quanti misteri racchiusi dietro a questa mano!

Voi avete qualche altra teoria da proporre? Oppure ce n’è una tra quelle che vi ho riproposto che vi convince di più? Scrivetemelo nei commenti.

Ad ogni modo, se per caso scopro qualcosa di nuovo, sarete i primi a  saperlo.

Inoltre ho intenzione di sviscerare altri “misteri misteriosi” sui dettagli architettonici di Torino.

Pertanto continuate a seguirmi oppure iscrivetevi alla newsletter.

Arrivederci al prossimo mistero.