Home » Epoche » Età romana » Il foro di Iulia Augusta Taurinorum

Attualmente resta ancora incerta la localizzazione del foro di Iulia Augusta Taurinorum.

L’ipotesi più accreditata si basa sulla prassi romana più consueta, secondo cui il foro viene costruito all’incrocio del decumano massimo con il cardo massimo.

Nel caso della Torino romana questa zona corrisponderebbe all’attuale area di Piazza Palazzo di Città e di Piazza Corpus Domini.

Le caratteristiche del foro romano

Come saprete, il foro è il fulcro della vita politica, giuridica, religiosa e commerciale della città romana.

Generalmente corrisponde a una grande piazza rettangolare, collocata all’incrocio delle due vie principali, il cardo massimo e il decumano massimo.

È delimitato da un porticato di colonne e ospita le infrastrutture e gli edifici più importanti della città, come i templi, le basiliche, le terme e il mercato.

Il suo ingresso prevede un’accoglienza con colonne commemorative, archi trionfali, monumenti equestri e statue di divinità.

Nella scenografia della piazza il ruolo cardine è invece affidato alle basiliche e ai templi, posti in posizione sopraelevata tramite un basamento con un’imponente scalinata d’accesso.

Insomma, si tratta di un grande palcoscenico dove mettere in scena i fatti chiave della città.

Il caso di Iulia Augusta Taurinorum

Finora non esiste alcuna testimonianza archeologica, né riferimento documentario che permetta di identificare con precisione la localizzazione del foro di Iulia Augusta Taurinorum.

Come ho già anticipato, si ipotizza una sua collocazione all’incrocio degli assi viari principali della città: il decumano massimo, corrispondente all’odierna via Garibaldi, e il cardo massimo, ricollegabile alle attuali via San Tommaso e via Porta Palatina.

Al giorno d’oggi la zona così circoscritta coinciderebbe con l’area di Piazza Palazzo di Città e di Piazza Corpus Domini.

(Se desideri maggiori dettagli sull’impianto urbanistico di Iulia Augusta Taurinorum, confronta il post intitolato Torino romana).

Piccoli indizi

Si possono infatti fare alcune considerazioni a favore di questa localizzazione.

Innanzitutto, a partire dalle più antiche testimonianze cartografiche della città, si nota una stranezza nel reticolo stradale: a ridosso del lato nord del decumano massimo, gli isolati sono rettangolari e non quadrati, tanto da creare un’ampia area a destinazione verosimilmente pubblica.

 

Il foro di Iulia Augusta Taurinorum - L’incisione di Giovanni Caracha (1572)

“Augusta Taurinorum” di Giovanni Caracha – incisione di Giovanni Criegher (1572) © Archivio Storico della Città di Torino

Inoltre esiste una continuità d’uso di questa zona a livello politico-commerciale nel corso della storia. Infatti per molti secoli quest’area ha ospitato i più importanti mercati della città: quello degli ortaggi in Piazza delle Erbe (oggi Piazza Palazzo di Città)  e quello del grano nell’odierna Piazza Corpus Domini.

Piazza delle Erbe, il Palazzo di Città e la Torre Civica - incisione anonima su disegno di G. T. Borgonio del 1674 (dal "Theatrum Sabaudiae)

“Piazza delle Erbe, il Palazzo di Città e la Torre Civica” – incisione anonima su disegno di G. T. Borgonio del 1674 (dal “Theatrum Sabaudiae“)

Altri indizi di uso pubblico di quest’area provengono da alcuni ritrovamenti archeologici risalenti alla metà dell’Ottocento: un mosaico in via Berchet (oggi perduto); alcune parti di un muro in opus listatum (di solito impiegato negli edifici pubblici) all’interno del cortile interno del Palazzo di Città; frammenti di statue in bronzo, forse appartenenti a un monumento equestre.

Se vuoi approfondire la questione, ti consiglio la lettura della  Guida Archeologica di Torino, a cura del Gruppo Archeologico Torinese, II vol., pp. 19/21.

Ultime considerazioni

Purtroppo non posso descriverti com’era il foro della Torino romana: non abbiamo alcun indizio su quali fossero i suoi edifici e le sue caratteristiche urbanistiche, anche se è probabile l’adesione al modello tradizionale che ho descritto prima.

Si può solo sperare che nuovi ritrovamenti archeologici possano fornire altre informazioni in futuro. A quel punto sarei ben lieta di poter integrare questo post.


Per finire, ti ricordo che quest’articolo fa parte di una rubrica più ampia riguardante Torino romana.

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