Come ho raccontato nell’articolo precedente, nel 218 a. C. i Cartaginesi distrussero Taurasia. Da questo momento in poi, per circa 200 anni, i Taurini scomparvero da tutti i resoconti degli storici dell’epoca.

Che cosa accadde ai Taurini?

Questo vuoto di notizie fa ipotizzare un grave periodo di crisi. Infatti Taurasia non fu ricostruita ed è molto probabile che i Taurini si divisero in insediamenti più piccoli, sparsi sul territorio, perdendo effettivamente il predominio economico-politico della zona e finendo, invece, nell’orbita di influenza della vicina dinastia dei Cozi di Susa (allora chiamata Segusium), che radunava sotto la propria autorità le tribù montane di tutta la Val di Susa.

Il patto

D’altronde, quando i Romani iniziarono a interessarsi alla zona, scelsero come interlocutori principali  non i Taurini, ma proprio i Cozi, come ben dimostra il patto del 13 a. C., a cui fa riferimento l’iscrizione presente sull’arco di Susa. Con questo accordo Cozio perse il titolo di re della zona, per assumere quello di prefetto romano di tutto il distretto alpino, sancendo così l’alleanza fra i due popoli.

Iulia Augusta Taurinorum

Come avrai notato, non c’è alcun cenno ai Taurini nella contrattazione. Tuttavia, al momento della fondazione della futura Torino, i Romani decisero di chiamarla Iulia Augusta Taurinorum, ovvero Giulia Augusta dei Taurini.

Nome non scelto a caso, perchè testimonia la nascita di una colonia romana (Iulia Augusta) su un territorio forse corrispondente a quello dell’antica città dei Taurini (Taurinorum) e perchè, in qualche modo, sottolinea un legame di continuità con la popolazione preesistente all’arrivo dei Romani.

E così,  la memoria storica dei Taurini riuscì a salvarsi!

Siamo dunque arrivati a un punto cruciale della storia, quello della fondazione di Iulia Augusta Taurinorum; tuttavia, proprio per l’importanza dell’argomento, preferisco affrontarlo in modo più articolato nel prossimo articolo.


Il legame mitologico dei Taurini con il toro

Ora, vorrei terminare questo post, uscendo dalla dimensione della storia per varcare le porte del mito, dove esistono alcune leggende sui Taurini, che li legano a un animale tanto caro a Torino, il toro.

Il terribile drago

Il primo mito narra che in tempi remoti un toro dal pelo rosso venne scelto per sconfiggere un drago feroce che spargeva terrore e morte nel territorio dei Taurini.

Per aiutarlo nell’arduo scontro, gli uomini gli diedero da bere un potentissimo vino rosso misto ad acqua, grazie al quale l’animale riuscì a uccidere il terribile flagello, seppur pagando con la vita.

Ma il suo sacrificio fu ricompensato: infatti la popolazione locale si mostrò talmente grata da aggiungerlo tra le proprie divinità e da inserirlo nello stemma.

Origini egizie

La seconda leggenda, riportata da Emanuele Tesauro nella sua “Historia dell’augusta città di Torino”, racconta che il principe egizio Eridanio, dopo un lungo viaggio fuori dall’Egitto, decise di fermarsi in un territorio dove scorreva un fiume che gli ricordava il Nilo, ovvero il Po.

Entrato, poi, in contatto con le genti locali, vi introdusse il culto del dio Api, le cui sembianti sono appunto quelle di un toro. Non solo, Eridanio fondò anche una nuova città che chiamò Taurinia e Taurini furono denominati i suoi abitanti.

Questioni etimologiche

Insomma, queste leggende si ricollegano all’interpretazione etimologica che fa derivare la parola “taurino” al latino taurus, ovvero toro, assumendo così il significato di “allevatore di tori”.

Attualmente, però, si ritiene più corretto usare l’etimologia celto-ligure, secondo cui il termine “taurino” significherebbe “abitante delle montagne” (più precisamente, deriverebbe dalla parola di origine indeuropea taur  che vuol dire “monte”).


Ad ogni modo, non pensi anche tu che questi miti aggiungano ulteriore fascino a  questa popolazione così antica? Non vedo l’ora di leggere la tua impressione! Non devi far altro che compilare il form che trovi qua sotto.

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Arrivederci alla prossima… cioè al prossimo post 😉

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