Home » Epoche » Età romana » I segreti della Porta Palatina

Ci sono alcuni segreti della Porta Palatina ancora da svelare.

Ecco perchè mi sono dedicata a questo nuovo articolo, che integrerà quello introduttivo sulla Porta Palatina e quello sulla sua evoluzione nel corso dei secoli.

Le torri diverse

Hai notato che le due torri presentano delle differenze?

  • La torre est non ha merli,  ma ha un basamento conservato meglio;
  • La torre ovest ha la merlatura quadrata, ma il suo basamento è più eroso dal tempo.

Detto ciò, sorge spontaneo chiedersi quale torre conservi di più l’aspetto originale. Sappi che la risposta è più complicata del previsto.

I merli

I merli della Porta Palatina
I merli della Porta Palatina

Come spiegato nell’articolo sulla evoluzione della porta, nel 1872  la merlatura a coda di rondine aggiunta nel Medioevo è sostituita da quella squadrata di stile romano.

Tuttavia nel restauro del 1934 vengono rimosse le merlature ottocentesche per poi ricostruirle in laterizio solo sulla torre ovest.

Questa scelta ha uno preciso scopo didattico. Non sapendo quale fosse la tipologia di merli di partenza, una torre ne viene lasciata sprovvista per far capire che non esistono più le strutture originali; mentre l’altra viene dotata di una merlatura squadrata perché era la tipologia più in uso in epoca romana.

I rincalzi delle torri

È ovvio che il basamento più consumato sia quello originale e che quello della torre est sia frutto di restauro.

Anche in questo caso il fine è didattico:  conservare una torre così come è sopravvissuta fino ai giorni nostri e contemporaneamente riproporre l’altra per come doveva essere all’inizio della sua storia.

Le bocche di lancio

Le bocche di lancio della Porta Palatina
Le bocche di lancio della Porta Palatina

Sul lato settentrionale delle torri, attirano l’attenzione strani elementi bianchi in pietra di gassino, dal ruolo incerto. Sicuramente non risalgono al periodo romano. Probabilmente erano bocche di aerazione e scarico risalenti a quando la Porta Palatina fu convertita in carcere.

L’interturrio

Particolare della Porta Palatina. Fotografia di Plinio Martelli, 2010. © MuseoTorino.
Particolare della Porta Palatina. Fotografia di Plinio Martelli, 2010.
©MuseoTorino.

Passiamo ora ad osservare il corpo centrale. Si notano subito i rattoppi dei restauri, seppur in continuità con l’originale. Infatti le zone interpolate della muratura hanno un differente colore e sono di un altro materiale. Anche in questo caso, una scelta concordata tra i restauratori.

La porta Palatina fotografata nella seconda metà del XIX secolo prima dell'avvio dei restauri © Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie.
La porta Palatina fotografata nella seconda metà del XIX secolo prima dell’avvio dei restauri. ©Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie.

Inoltre sono visibili mattoni di cromia diversa nell’area in cui nel Cinquecento fu aggiunto un tondo in stucco con il cristogramma. Precisamente, in corrispondenza della quarta parasta del secondo piano partendo da sinistra.

Sempre per lo stesso motivo anche le due finestre di questa zona non sono originali.

I fornici

  • Nei pressi della porta è ancora visibile parte della pavimentazione di epoca romana, persino con i segni del passaggio dei carri. Invece il tratto fino a via della Basilica è frutto di un restauro degli anni 2006-2008, risultato poco conforme all’originale.
  • Osservando i mattoni a vista con spigolo vivo si riconoscono quelli posteriori all’epoca romana perché meno consumati.
  • Dei 4 fornici solo quello maggiore di levante è originale. Infatti gli altri tre accessi erano stati murati in epoca moderna.

Gli ultimi segreti della Porta Palatina

Le statue  di Cesare e Ottaviano

Di fianco alle due torri le due statue bronzee, raffiguranti l’imperatore Augusto e Giulio Cesare, non sono originali romani, ma risalgono al 1934.

Inoltre sono state poste nella zona dell’antico cavedio, mentre sarebbe stato più corretto collocarle all’esterno della struttura.

La statua di Ottaviano ha come modello l’Augusto di prima porta dei Musei Capitolini, mentre Cesare riprende il Giulio Cesare di epoca traianea dei Musei Capitolini.

La pianta marmorea

Pianta di Iulia Augusta Taurinorum

A fianco della torre est, hai mai notato la pianta marmorea di Iulia Augusta Taurinorum? Anche in questo caso non si tratta di un originale di epoca romana, ma di un aggiunta degli anni Trenta del Novecento.



Bibliografia di riferimento:


Per il momento i segreti della Porta Palatina sono finiti. Ma la ricerca non termina mai.

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