Home » Musei » Novità dai musei di Torino » I cartoni gaudenziani nel nuovo allestimento della Pinacoteca Albertina

Dal 6 dicembre 2019 è visitabile il nuovo allestimento della Sala dei cartoni gaudenziani della Pinacoteca Albertina.

Per “cartoni gaudenziani” si intende una serie di disegni preparatori realizzati da Gaudenzio Ferrari e dai suoi allievi Bernardino Lanino, Gerolamo e Giuseppe Giovenone – nelle botteghe di Vercelli, dal 1515 al 1610.

Il nuovo allestimento della sala ha usufruito delle tecnologie più avanzate per coinvolgere maggiormente lo spettatore, senza venir meno al rispetto dei rigorosi criteri conservativi per oggetti di questo tipo.


Un’esperienza emotiva

Scostando le tende d’ingresso, è proprio il visitatore ad attivare la suggestiva illuminazione, che fa emergere dal buio i disegni in tutta la loro bellezza.


Le possibilità del digitale

Inoltre nella sala c’è un’altra novità, ossia un grande schermo touchscreen che

  • consente di ingrandire qualsiasi dettaglio dei cartoni digitalizzati
  • e permette il confronto con le opere finite che sono sparse in tutto il mondo.

I cartoni gaudenziani

Si tratta della più grande raccolta al mondo di questo genere, la bellezza di 59 cartoni preparatori donati alla Regia Accademia di Pittura e Scultura da re Carlo Alberto nel 1832, per poi diventare uno dei principali nuclei di opere dell’attuale Pinacoteca Albertina.


Che cosa è un cartone preparatorio?

Un cartone preparatorio è uno studio preliminare realizzato su più fogli incollati insieme (i cartoni, appunto) con matita o carboncino, a volte pure con gesso e acquerello.

Di solito, ha le stesse misure e lo stesso formato dell’opera dipinta, tanto che si può considerare l’istessa opera, fuorché le tinte, come dice Giovanni Battista Armenini nei suoi Precetti sulla Pittura del 1587.

Innanzitutto, servono come prove da sottoporre alla volontà e al gusto del committente. Ma non solo.

Con il tempo, i cartoni diventano un vero patrimonio stilistico e iconografico da cui possono attingere tutti i membri della bottega. In questo modo, gli artisti ripropongono i modelli del maestro, dando vita a dei filoni artistici ben precisi e caratterizzati.


L’importanza dei cartoni gaudenziani

In particolare, i cartoni di Gaudenzio Ferrari testimoniano l’ampia diffusione e fortuna dei suoi schemi compositivi e iconografici nelle botteghe dei suoi allievi durante il ‘500.

Inoltre, costituiscono un unicum perchè è stato possibile identificare tutti i dipinti finali grazie alla totale corrispondenza dei cartoni.

Ad esempio, uno dei cartoni è stato identificato come modello per l’Ultima Cena, dipinta da Gaudenzio Ferrari insieme al suo allievo Sperindio Cagnola, per il Duomo di Novara.

Questo incredibile lavoro di identificazione sarà ben documentato in un volume in uscita nel 2020.

Un’occasione importante per la Pinacoteca Albertina per rafforzare i suoi legami con tutte le istituzioni museali che conservano i dipinti collegati ai cartoni.


Sono sicura che questo nuovo allestimento dei cartoni gaudenziani vi farà scoprire questi capolavori finora poco valorizzati.

Torino è piena di tesori poco conosciuti, ma che non hanno nulla da invidiare alle altre meraviglie della storia dell’arte.

A questo proposito, ho da poco inaugurato una sezione del blog che ha l’obiettivo di dedicarsi ai capolavori di Torino, caso per caso.

Per il momento, sono consultabili:

Le vedute di Torino di Bernardo Bellotto;

Lo specchio della vita di Giuseppe Pellizza da Volpedo;

Testa di Fanciulla di Leonardo da Vinci.

Sempre riguardo ad altri tesori esposti da poco, vi consiglio:

La Regina Madre d’Occidente nel giardino degli immortali;

Il nuovo tesoro alla Fondazione Accorsi-Ometto;

Modulazione ascendente di Fausto Melotti .

Mi raccomando, continuate a seguirmi oppure iscrivetevi alla newsletter, che l’avventura è appena cominciata.

Arrivederci alla prossima notizia.