Home » Mostre » Hokusai, Hiroshige, Hasui. Viaggio nel Giappone che cambia

Fino al 16 febbraio 2020 la Pinacoteca Agnelli ci porta nel Sol Levante, con le silografie del “Mondo fluttuante” (gli ukiyo-e) dei due più famosi paesaggisti giapponesi dell’Ottocento, Hokusai e Hiroshige, confrontate alle “Nuove stampe” (le shin-hanga) di Hasui, considerato il loro erede del Novecento.

Le stampe di Hokusai e Hiroshige raffigurano i luoghi più suggestivi del Giappone in una fase molto delicata per il Paese, ossia quando subisce una forte trasformazione aprendosi al confronto con il mondo occidentale; le opere di Hasui invece mostrano i risultati di questi cambiamenti, diventando quindi il testimone di una nuova epoca storica.

È proprio questo confronto tra il prima e il dopo che rende questa mostra molto interessante.


Silografie o xilografie

Innanzitutto mi pare giusto chiarire che cosa sia una silografia, per chi non lo sapesse.

Conosciuta anche come xilografia, si tratta di una tecnica di incisione in rilievo su legno.

“In rilievo” perché si incide per asportare le parti che non costituiscono il disegno, il quale rimane quindi sporgente, a rilievo appunto. In questa maniera si ottiene la cosiddetta “matrice”, che viene poi inchiostrata e stampata col torchio, così da creare più versioni dello stesso soggetto.

All’inizio del percorso di visita un video mostra la complessità del procedimento e il dispiegamento di forze necessarie oltre all’artista, dall’intagliatore allo stampatore, senza escludere l’editore che diffonde le stampe sul mercato.


Elementi caratteristici degli ukiyo-e

  • Le linee del disegno sono essenziali, a tratti curve e sinuose in modo da dare effetti dinamici nonostante l’evidente bidimensionalità delle scene;
  • i colori sono accesi e vengono stesi a campiture, in modo da risultare piatti, uniformi e senza chiaroscuri;
  • non esiste volume perché non ci sono zone d’ombra e di luce;
  • le inquadrature e i punti di vista non sono necessariamente centrali, anzi il più delle volte sono laterali, abbassati o rialzati;
  • non c’è prospettiva e le scene sono costruite con tagli in diagonale;
  • a livello iconografico vengono rappresentate scene di vita quotidiana e di paesaggio.

Il successo internazionale delle stampe giapponesi

Proprio l’anticonvenzionalità di questi elementi, unita alla carica espressiva che erano in grado di trasmettere, determina l’incredibile successo delle stampe giapponesi nell’Europa di fine Ottocento.

Dovete infatti sapere che, a partire dal 1850, grazie all’aumento degli scambi commerciali e alla nascita delle Esposizioni Universali, i mercati occidentali si riempiono di oggetti giapponesi, tra cui proprio i famigerati ukiyo-e.

Inizia una vera e propria passione per il Giappone che dilaga in tutta Europa, soprattutto in Francia dove nasce un nuovo movimento artistico conosciuto come “Giapponismo”.

Tra i suoi massimi esponenti niente meno che Van Gogh, Renoir, Monet, Manet, Degas, Gauguin, Cézanne e Pissarro.

Insomma, l’Occidente stava rivoluzionando il Giappone e il Giappone stava sconvolgendo l’Occidente!

Questi sono gli scambi tra le culture che arricchiscono il mondo!


Il confronto tra i tre artisti

Nonostante una certa omogeneità a livello stilistico, Hokusai, Hiroshige e Hasui presentano cifre artistiche ben definite, tanto da rendere il confronto tra i tre decisamente interessante.

Katsushika Hokusai

Hokusai è il primo grande esponente degli ukiyo-e ed è il riferimento imprescindibile per Hiroshige e per Hasui.

Egli rappresenta i luoghi e i paesaggi più evocativi del Giappone, dando voce ai suoi abitanti e al suo patrimonio di credenze e tradizioni.

Senza dubbio, tra i tre artisti, è quello più intenso e carico di tensione, ponendo l’accento sull’ansia e sulla precarietà dell’uomo nei confronti della natura, come è ben testimoniato dalla famosissima Grande Onda di Kanagawa.

Utagawa Hiroshige Ohashi

Hiroshige invece trasmette maggior serenità, come se i suoi dipinti fossero permeati dallo spirito shintoista, grazie a cui l’uomo accetta di essere una piccola parte dell’immenso cosmo.

Nelle sue opere, inoltre, mostra una grande sensibilità nel raffigurare gli elementi atmosferici, come la neve, la pioggia e i chiari di luna, tanto che viene definito il maestro della pioggia e della neve”.

Hasui Kawase

Hasui rinnova le tecniche e i soggetti dei suoi predecessori introducendo la prospettiva e il chiaroscuro, di origine occidentale.

Come Hiroshige, ha una grande attenzione per lo studio della luce nei diversi momenti della giornata e nelle differenti condizioni atmosferiche.

Tuttavia non trasmette il senso di serenità del maestro, anzi i suoi toni si fanno più malinconici, perchè esprimono la mutevolezza degli stati d’animo dei suoi contemporanei, alla ricerca di un equilibro tra l’innovazione dell’epoca moderna e la conservazione della tradizione.


Capolavori in mostra

La mostra presenta 100 silografie del Museo of Fine Arts di Boston, allestite in 4 sezioni.

1.     Da Edo a Tokyo: vedute della Capitale Orientale del Giappone

In questa sezione tutti e tre gli artisti si confrontano su alcuni dei luoghi celebri di Edo, prima di diventare la moderna Tokyo che oggi conosciamo. Degne di nota alcune stampe della serie Cento vedute di luoghi celebri di Edo di Hiroshige.

2.     In viaggio lungo le vie del Giappone

In questa parte della mostra il protagonista è il Tōkaidō, l’antica strada costiera orientale giapponese, insieme ai luoghi più caratteristici delle province più lontane, con particolare attenzione alla rappresentazione degli agenti atmosferici.

3.      Luoghi della poesia

Questa sezione è riservata alle opere di Hokusai, tratte dalle due serie dedicate ai poeti cinesi e giapponesi della classicità: Cento poesie per cento poeti in Racconti illustrati della balia e Specchio dei poeti cinesi e giapponesi.

4.      Vedute del Fuji

La mostra termina in bellezza con un grande omaggio al Monte Fuji, tramite le Trentasei vedute del Monte Fuji di Hokusai, tra cui La Grande Onda di Kanagawa e il Fuji Rosso, che si  confrontano con alcune vedute della serie omonima di Hiroshige e una veduta veramente moderna di Hasui.

Galleria di immagini

Katsushika Hokusai, La grande onda presso la costa di Kanagawa
Katsushika Hokusai, La grande onda presso la costa di Kanagawa (Kanagawa oki namiura), Serie: Trentasei vedute del monte Fuji (Fugaku sanjurokkei) – 1830-1831 circa Oban
Katsushika Hokusai, Il ponte sospeso tra Hida ed Etchu
Katsushika Hokusai, Il ponte sospeso tra Hida ed Etchu (Hietsu no sakai tsuribashi), Serie: Vedute insolite di famosi ponti giapponesi di tutte le province (Shokoku meikyo kiran), 1834 circa, Oban;
courtesy Museum of Fine Arts Boston e Pinacoteca Agnelli
Utagawa Hiroshige Ohashi. Acquazzone ad Atake
Utagawa Hiroshige Ohashi, Acquazzone ad Atake (Ohashi Atake no yudachi), Serie: Cento vedute di luoghi celebri di Edo (Meisho Edo hyakkei) 1857, nono mese oban;
courtesy Museum of Fine Arts Boston e Pinacoteca Agnelli
Kawase Hasui, Crepuscolo a Yanaka
Kawase Hasui, Crepuscolo a Yanaka (Yanaka no yubae), Serie: Tokyo nei dodici mesi (Tokyo junikagetsu) 1921, 25 gennaio (Taisho 10 nen),
courtesy Museum of Fine Arts Boston e Pinacoteca Agnelli

Kawase Hasui, Nei pressi di Susono
Kawase Hasui, Nei pressi di Susono (Susono fukin), 1930 (Showa 5 nen),
courtesy Museum of Fine Arts Boston e Pinacoteca Agnelli

Ve l’avevo detto che quest’ottobre 2019 ci avrebbe regalato una mostra più bella dell’altra: Vittorio Corcos, Michael Rakowitz, Vivian Maier, Man Ray, Guerriere dal Sol Levante ed ora questa grande mostra alla Pinacoteca Agnelli.

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Arrivederci alla prossima mostra.