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Dal 31 ottobre al 3 novembre torna al Pala Alpitour la settima edizione di Flashback, la mostra mercato celebre per il suo slogan “tutta l’arte è contemporanea”.

Forse lo sapete già, ma nel 2013 il duo “ribelle” composto da Stefania Poddighe e Ginevra Pucci dà vita a questa manifestazione nella settimana dell’arte contemporanea, proprio per dimostrare che tutta l’arte è viva e contemporanea, senza il pregiudizio dell’epoca in cui è nata.

La fiera, nata quindi come controtendenza, è giunta ormai al suo settimo appuntamento e svela il suo vero volto, quello di essere una lunga storia che si sviluppa puntata dopo puntata, edizione dopo edizione.

Gli Erranti

Il capitolo di quest’anno si ispira come al solito al mondo del fantasy, in particolare a “The Time Wandererers” degli scrittori russi Arkadij e Boris Strugackij.

Il tema conduttore è quindi legato alla figura degli “erranti”, gli osservatori instancabili, i nomadi per scelta alla ricerca della conoscenza, i viaggiatori della storia dell’arte senza meta, senza programmi e senza pregiudizi.

Pronti a tutto, anche ad errare inteso nel suo secondo significato, perché sbagliare li porta a una nuova scoperta e a una nuova conoscenza.

A questo viaggio, che non tralascia errori e percorsi tortuosi, partecipano le gallerie d’arte, con opere di ogni epoca e naturalmente collezionisti e visitatori.

Inoltre, quest’anno pure il percorso di visita non è più lineare, ma ha un andamento più movimentato, “labirintico”. Conoscete del resto un viaggio su una linea retta?

Gli erranti sono capaci di tante cose, anche di conciliare l’inconciliabile. Pertanto non si sconvolgeranno di vedere le opere del passato mescolarsi ed accostarsi a quelle del presente.

Perchè, ricordiamolo ancora una volta, “tutta l’arte è contemporanea”.


Che cosa c’è da vedere a Flashback 2019?

Partiamo da tre mostre di artisti contemporanei.

Ci sono le opere di Sergio Cascavilla, scelte come immagine coordinata della fiera, coloratissime, dalle trame astratte che richiamano il mondo dei fumetti, senza dubbio surreali.
Sembrano oggetti volanti non identificati, asteroidi alla deriva nello spazio, pezzi di un Tetris impossibile.
Fino a prova contraria, Flashback è sempre stata un po’ “aliena”, quest’anno tenta di portare direttamente in orbita. Nel 2019 ricorre pure l’anniversario dello sbarco sulla luna, proprio un tempismo perfetto.
La seconda mostra consiste in una doppia personale che mette a confronto l’eclettismo di Eva Marisaldi e il mondo più ascetico e visionario di Hidetoshi Nagasawa. I due artisti dialogano sul tema del trascorrere del tempo, del motivo del viaggio e della sospensione temporale.
Da giovane Nagasawa ha viaggiato su una bicicletta attraverso numerosi paesi dell’Asia, fino alla Turchia, la Grecia e poi l’Italia. E nelle sue opere è rimasto un senso di leggerezza, comunicato dall’andamento aereo e dalla librazione nell’aria delle forme.
Anche l’opera di Marisaldi è caratterizzata dal movimento, ma richiama più il viaggio degli uccelli migratori che si orientano con la posizione delle stelle.
A un anno dalla scomparsa, Flashback omaggia Marco Gastini, uno degli esponenti più apprezzati della pittura italiana legata alla materia. Un artista “errante” nell’uso dei materiali più disparati, come la pergamena, il vetro i metalli, il carbone, i vegetali simili al carrube e il legno.
Inoltre le sue opere sono dominate da un acceso cromatismo, in cui i pigmenti e leganti non sono distinguibili, tanto da disorientare l’osservatore e costringerlo a indagare con maggior attenzione.
Si scopre così che tutti gli elementi dell’opera concorrono a generare diversi livelli di lettura, da svelare uno per uno.

Dalle gallerie

Passiamo ora ad alcune delle opere più significative presentate dalle 50 gallerie della fiera.

  1. Le pietre di Pietro Gilardi, che con il poliuretano imita la natura (Galleria Biasutti e Biasutti);
  2. Archeologia coloniale di Giorgio De Chirico (Galleria dello Scudo);
  3. Gli orologi Luigi XIV (Galleria Le Pendulerie);
  4. Interno con modella nuda di Angelo Garino (Galleria Arcuti Fine Art), un’opera degli anni ’20 che ritrae Tea, la musa transessuale, come una moderna sfinge;
  5. La conquista del deserto di Alberto Savinio (Galleria Risso) con le sue dune surreali;
  6. Paesaggio con riposo durante la fuga d’Egitto di Brughel il Giovane e Pieter Van Avont (Galleria Caretto&Occhinegro), un’oasi verdeggiante brulicante di vita e di animali;
  7. Gli anelli-giaguaro, con gli occhi di smeraldo di David Webb (Lorenzo e Paola Monticone Gioielli d’epoca)

L’opera più “errante”

Per finire vi voglio segnalare l’opera che può rappresentare al meglio il concetto di “errante”.

Si tratta di due pannelli dipinti ad olio che per lungo tempo sono stati attribuiti a un discepolo di Innocenzo da Imola.

Tuttavia recentemente le carte di questa attribuzione sono state sparigliate ed oggi si ritiene che i due pannelli facciano parte di un polittico nientemeno che di Giorgio Vasari.

Pensate un po’, per la prima volta da questa scoperta le due opere vengono esposte proprio in questa edizione di Flashback. Un grande onore, oltretutto perfettamente in linea con il tema di quest’anno.

Infatti, quest’opera ha fatto tanta strada nel corso dei secoli, dalla Toscana a una collezione siciliana fino alla galleria Piacenti; per lungo tempo è stata oggetto di un errore che ha portato però a una grande scoperta. Più “errante” di così!

I due pannelli raffigurano le coppie di putti, allegorie dell’estate e dell’inverno, che secondo alcuni studiosi circondavano la scena biblica di Eliezer che incontra Rebecca per poi sceglierla come sposa di Isacco, dopo aver provato la sua bontà.


Le “sorelline” di Flashback

Flashback ha anche una serie di diramazioni, come i laboratori didattici di Flashback Lab; gli eventi musicali di Flashback Sound; le immagini in movimento di Flashback Video; e da quest’anno anche Food and Drink, curato da Elisa Avataneo perché “si può errare anche col palato”.


Un’ultima cosa, vi lascio il link al sito ufficiale e a un video di presentazione del quotidiano La Stampa.


Vi ho parlato di Artissima, di Paratissima e ora di Flashback.

Ma le fiere non sono mica finite qua, pertando vi consiglio il mio articolo su Come districarsi nel fine settimana della Torino Contemporary Art Week.

Arrivederci al prossimo evento.