Dopo l’età neolitica, l’uomo scopre la possibilità di lavorare i metalli: si entra quindi nell’età del Rame, poi in quella del Bronzo, fino all’arrivo dell’età del Ferro (I millennio a.C. circa).

L’elmo dell’età del Ferro

Il reperto di cui voglio parlarti risale proprio all’età del Ferro: si tratta di un elmo in bronzo, rinvenuto nel 1965 in corso Belgio, nella zona di confluenza tra la Dora Riparia e il Po.

Osservalo bene:

  • Gola alla base
  • Calotta tondeggiante
  • Alle due estremità, rispettivamente una protome equina (busto di cavallo) e una mano
  • Due grosse borchie riempite di argilla

Si tratta di un elmo definito “a cappello” perchè non presenta paranuca, paranaso e paraguance. Veniva quindi indossato fuori dai campi di battaglia. Inoltre, per le sue caratteristiche formali viene attribuito a un’officina etrusca.

Come mai un elmo etrusco in Piemonte?

Questo tipologia di elmo testimonia i rapporti commerciali esistenti tra le popolazioni locali e gli Etruschi durante l’età del Ferro. D’altronde non è un caso isolato. Infatti, anche in altre zone del Piemonte sono stati ritrovati alcuni elmi di questo genere, come pure delle armi, sempre di origine etrusca.

In particolare, si ipotizza che questi oggetti fossero doni di prestigio per i capi locali, per simboleggiare l’alleanza e i legami economici fra le due comunità.

Ulteriori considerazioni

Questo elmo è stato scoperto nei pressi dell’antico letto del fiume Po. Di sicuro non è un caso, anzi è molto probabile che esso sia stato seppellito intenzionalmente nel greto del fiume, come suggeriscono altri simili ritrovamenti in Piemonte e in tutta Europa, anch’essi risalenti all’età del Ferro.

Infatti le armi, e in questo caso l’elmo, venivano usati come offerte votive per le divinità delle acque, perché si credeva che esistesse un collegamento tra le acque profonde e il mondo dei morti.

Insomma, un semplice elmo può nascondere storie diverse: la storia di un capo che riceve un dono dai suoi vicini e la storia dello stesso uomo che poi lo offre alla divinità in cui crede.

E questo è solo uno dei tanti e piccoli segreti che la storia dell’arte permette di svelare.


Ora che dici di vedere questo elmo dal vivo? Lo puoi trovare al Museo di Antichità di Torino.

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