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Superata l’età del Rame, il cammino dell’uomo prosegue nell’età del Bronzo (2200 – 900 a. C.), durante la quale continuano ad essere realizzati oggetti in pietra e in ceramica, anche se si afferma sempre più la produzione metallurgica.

Ciò è testimoniato dal ritrovamento di

  • singoli oggetti in bronzo;
  •  forme per la fusione dei metalli;
  •  ripostigli pieni di asce e armi.

Addirittura si afferma una produzione locale con caratteristiche ben riconoscibili nella zona dei laghi di Avigliana e di Trana.

alcuni ritrovamenti di armi età del bronzo avigliana
alcuni dei ritrovamenti di armi di Avigliana

La spada dell’età del Bronzo

Per quanto riguarda l’area di Torino, nel 1854 è stata ritrovata una lunga spada in bronzo in via Montebello 21.

spada età bronzo ritrovata in via montebello a Torino

Probabilmente è stata deposta nell’antico alveo della Dora, per poi riemergere nell’Ottocento in una zona più in là rispetto al corso d’acqua, perché col passare dei secoli il letto del fiume si è spostato più a nord.

Durante l’età del Bronzo la spada è un simbolo di appartenenza al gruppo elitario dei guerrieri, tanto che in molte circostanze viene adagiata a fianco del proprietario come corredo funerario.

Perché la spada di Torino è stata affidata alla Dora?

Innanzitutto si è certi che questo tipo di rinvenimento non è frutto del caso perché ci sono stati altri simili ritrovamenti in Piemonte e in tutta Europa.

Questa prassi comune viene pertanto ricollegata a una sorta di cerimonia rituale, in cui le armi sono usate come offerte votive alle divinità delle acque, come se esistesse un collegamento tra le acque profonde e il regno dei morti.

A proposito di riti

Affianco alla pratica dell’inumazione già usata nell’età del Rame, in questo periodo compare anche quella dell’incinerazione del defunto, i cui resti vengono conservati in vasi di ceramica, deposti con il resto del corredo funerario.

È il caso di due sepolture dell’età del Bronzo, rinvenute a Collegno nel 2002 durante i lavori per la costruzione della metropolitana di Torino.

La prima sepoltura

In una fossa profonda poco più di 55 cm è stato trovato un vaso in ceramica, contenente i resti combusti.

L’urna presenta più o meno a metà, nel punto di massimo diametro, due piccole prese a linguetta di forma ellittica.

La parte superiore, al di sotto del collo, è decorata con un motivo a due file affrontate di denti di lupo riempiti da linee; nella zona inferiore, invece, un’area decorata con tratti obliqui paralleli è circoscritta da due linee orizzontali.

La seconda sepoltura

In questo caso è giunta fino ai giorni nostri solo una parte dell’urna, realizzata a mano con una levigatura molto accurata.

reperti corredo seconda sepoltura età bronzo collegno

All’interno del vaso, oltre ai resti combusti, sono stati trovati degli ornamenti in bronzo, tipici di una sepoltura femminile:

  • un’armilla (ovvero un bracciale);
  • uno spillone;
  • e tre frammenti di un torques (una specie di girocollo).
disegno S. Salines corredo seconda sepoltura età bronzo collegno

L’armilla (fig. n. 2) a capi aperti ha incisa una decorazione con al centro un campo rettangolare riempito da fasce orizzontali a tratteggio obliquo e punteggiature, affiancato ai lati da un motivo a X.

Perfettamente conservato, lo spillone (fig. n. 3) è avvolto su se stesso; ha il collo leggermente ingrossato e una capocchia troncoconica, decorata a bulino (una sorta di piccolo scalpello con la punta affilata per incidere).

Il torques (fig. n. 4) è diviso in tre frammenti in bronzo ed è decorato con fasce di motivi a zig-zag, alternati ad altri ad angoli e a linee parallele.

La posizione

C’è un ultimo elemento da considerare: le sepolture di Collegno si trovano lungo la riva destra della Dora Riparia.

Ciò conferma la scelta di zone in prossimità dei corsi d’acqua come luogo in cui stabilirsi, in relazione alla necessità di controllare le principali rotte commerciali via fiume.


Una dovuta precisazione: i disegni particolareggiati di S. Salines provengono da Quaderni della Soprintendenza archeologica del Piemonte 27 (2012), pp. 278-281.


Ma ora, che dici di andare a vedere questi reperti dell’età del Bronzo dal vivo? Li puoi trovare al Museo di Antichità di Torino.

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Arrivederci al al prossimo post, che tratterà dell’età del ferro a Torino.