Home » Archivio » Come districarsi nel fine settimana della Torino Contemporary Art Week

In questi giorni Torino è letteralmente invasa da fiere, mostre, opere d’arte, installazioni ed eventi con un’unica parola chiave: Contemporary Art Week.

Ecco il mio vademecum per provare a fare ordine in questo turbine di appuntamenti e per aiutarvi a trovare la fiera che fa per voi.


Artissima

La regina è Artissima, la principale fiera d’arte contemporanea in Italia.

Visitabile fino al 3 novembre all’OVAL di Torino, è il luogo giusto per scoprire quali sono le più importanti gallerie internazionali e per ammirare le opere di artisti affermati e non.

Desiderio vs Censura

Tema cardine di quest’anno: il rapporto desiderio e censura, ossia il rapporto tra ciò che viviamo e ciò a cui aspiriamo, facendo necessariamente i conti con una serie di limiti e tabù.

Infatti, il più delle volte è proprio il desiderio che riesce a creare delle nuove prospettive, infrangendo le convenzioni e andando oltre a ciò che è proibito.

Naturalmente per il raggiungimento dei propri desideri ci vuole pazienza e bisogna mettersi in attesa. Questo tempo è prezioso perché migliora la preparazione e la scelta degli obiettivi. Si tirano le tende e ci si affaccia dalle finestre dei desideri, trepidanti e incerti.

Gli esiti variano: si può rimanere in bilico, ci si può scontrare con la dura realtà e capire se ormai tutto è proibito o tutto è permesso.


Paratissima

Voltiamo pagina e entriamo nel mondo variegato di Paratissima, la fiera degli artisti indipendenti.

Presso l’Ex Accademia di Artiglieria vi aspetta un multiforme catalogo di manifestazioni artistiche che spaziano dalla fotografia ai video dalla moda all’artigianato e al design, dalla pittura, alla scultura, fino a grandi installazioni.

Il tema di quest’anno è il concetto di Multiversity, in base a cui ogni artista dà la sua interpretazione sulla pluralità di mondi possibili, da quelli reali a quelli immaginari, e sulla molteplicità dei punti di vista e delle alternative eventuali.

Un argomento che si sposa benissimo con l’arte. Pensateci! Che cosa meglio dell’arte può creare nuove visioni e inediti scenari che riescano ad aumentare i punti di vista degli spettatori?  


The Others Fair

Passiamo a The Others Fair, la fiera sperimentale con orario serale, famosa per portare l’arte contemporanea in posti di solito non visitabili.

Infatti, fin dalla sua prima edizione, ci ha abituato a strane location disabitate, come carceri abbandonate, ma quest’anno si è superata con un progetto di coabitazione, nientemeno che con i membri di una caserma.

Sto parlando dell’Ex Ospedale Militare Riberi in zona Santa Rita, un luogo da sempre off limits per i civili. Ed invece con The Others inaspettatamente si apre al mondo dell’arte, mostrando tra l’altro tutta la sua disponibilità.

Ad esempio, la sezione della fiera con le opere site specific, ovvero quelle concepite per l’ambiente che le ospita, è allestita nelle tende da campo usate dai militari, che le hanno pure messe a disposizione.

Del resto, questa fiera è un unicum anche nei suoi intenti. Nasce infatti con la volontà di infrangere la differenza tra il collezionista e il semplice visitatore.

E poi, non punta al collezionismo di tipo speculativo, ma a quello che risponde semplicemente alla domanda: “Mi piace o non mi piace”?


Flashback

È il turno di Flashback, la mostra mercato ospitata al Pala Alpitour dall’ormai famoso slogan: “Tutta l’arte è contemporanea”.

Il tema di quest’anno è legato alla figura degli “Erranti”, gli osservatori instancabili, i nomadi per scelta alla ricerca della conoscenza, i viaggiatori della storia dell’arte senza meta, senza programmi e senza pregiudizi.

Pronti a tutto, anche ad errare inteso nel suo secondo significato, perché sbagliare li porta a una nuova scoperta e a una nuova conoscenza.

Un percorso “errante”

A questo viaggio, che non tralascia errori e percorsi tortuosi, partecipano le gallerie d’arte, con opere di ogni epoca e naturalmente collezionisti e visitatori.

Inoltre, quest’anno pure il percorso di visita non è più lineare, ma ha un andamento più movimentato, “labirintico”. Conoscete del resto un viaggio su una linea retta?

Gli erranti sono capaci di tante cose, anche di conciliare l’inconciliabile. Pertanto non si sconvolgeranno di vedere le opere del passato mescolarsi ed accostarsi a quelle del presente.

Ricordiamolo ancora una volta, “tutta l’arte è contemporanea”.


Dama

C’è poi Dama, la fiera non fiera, il cui scopo è quello di creare un dialogo fra la parte storica di Torino e l’arte contemporanea.

Pertanto vengono selezionate delle gallerie internazionali non ancora inflazionate dal mercato, a cui viene chiesto delle opere che possano confrontarsi con i palazzi storici che le ospitano.

Quest’anno la quarta edizione di Dama raddoppia i propri spazi, facendosi ospitare in due edifici barocchi del centro: l’appena restaurato Palazzo Coardi di Carpeneto, in cui sono esposti i progetti di 11 gallerie straniere e Palazzo Birago di Borgaro, sede della Camera di Commercio di Torino usata per eventi, concerti e performance.


Flat

Vi parlo ancora di Flat, l’appuntamento internazionale con il mondo dell’editoria dell’arte contemporanea.

La sua terza edizione è visitabile fino al 3 novembre nello spazio La Centrale del complesso Nuvola Lavazza.

Scopo della fiera è quello di promuovere il valore del libro, come strumento di conoscenza e diffusione dei linguaggi dell’arte contemporanea.

Flat unisce grandi editori con piccole realtà indipendenti, collezionisti con amanti del libro d’arte, valorizzando la produzione internazionale di cataloghi di mostre, monografie, saggi, libri d’artista, edizioni rare e riviste.


Nesxt

Per finire, fino al 3 novembre 2019 è visitabile anche NESXT, il festival dell’arte indipendente, ospitato ai Docks Dora.

Novità di quest’anno è l’apertura del festival oltre i confini nazionali, grazie al progetto di scambio culturale “Trasloco“, che ha portato a una sorta di gemellaggio tra le scene artistiche di Torino e di Marsiglia.

La scorsa primavera alcune realtà torinesi sono state accolte a Marsiglia ed ora è tempo di ricambiare.

Insieme alle opere francesi sono presentati anche i lavori di quattro centri italiani selezionati dal comitato scientifico.

In questo modo studi d’artista, gallerie, laboratori e spazi creativi trasformano gli storici magazzini in un’autentica cittadella d’arte.


Spero che questo articolo possa essere utile per districarsi nel fine settimana della Contemporary Art Week.

Gli eventi sono veramente molti e sinceramente mi chiedo se questa concentrazione in pochi giorni sia favorevole a tutte le fiere, ma soprattutto ai visitatori.

Siamo costretti a fare delle scelte, anche perchè oggettivamente è impossibile sdoppiarsi e riuscire a vedere tutto quello che interessa.

Voi che cosa ne pensate? Quale fiera visiterete o avete visitato? Scrivetemelo nei commenti.

Mi raccomando continuate a seguirmi, perchè nei prossimi giorni ci aspettano molte altre novità.

Arrivederci al prossimo evento.