Home » Notizie » Carlo Biscaretti al Museo dell’Automobile

Dal 25 settembre il Museo dell’Automobile di Torino ha rinnovato il suo allestimento, dando il giusto tributo al suo creatore: Carlo Biscaretti di Ruffia.

Meglio tardi che mai, considerando che sono ormai 140 anni dalla sua nascita e 60 anni dalla sua scomparsa.


Il  nuovo allestimento

D’ora in poi sarà lo stesso Carlo Biscaretti a darci il benvenuto nel suo museo.

Del resto, chi meglio di lui può raccontare come gli è nata l’idea di creare un museo dell’automobile a Torino.

Tutto questo può avvenire grazie a un suo alter ego multimediale, un ologramma che recita i testi redatti dagli studenti della scuola Holden.


L’epoca di Biscaretti

Siamo negli anni Trenta, l’auto è nata da poco e tutto è permeato dal dinamismo e dalla velocità del Futurismo.

Biscaretti è un perfetto uomo del suo tempo, propositivo, intraprendente e creativo.


Il talento eclettico di Biscaretti

A dispetto delle origini aristocratiche della sua famiglia, lavora come grafico pubblicitario, realizzando campagne per marchi prestigiosi, come Itala, Michelin, Lancia, Penne Aurora.

Il disegno è una delle sue forme espressive preferite.

Non a caso, nel nuovo allestimento troviamo 33 disegni autografi, tra cui spicca la tavola umoristica lunga ben 5 metri, intitolata “L’incidente”, appena restaurata.

Raffigura quello che oggi chiameremmo maxi tamponamento tra una decina di vetture d’epoca dai colori sgargianti.

L'incidente di Carlo Biscaretti - Museo dell'automobile
foto di @motor1

Automobili, che passione!

Senza dubbio, la passione più grande di Carlo Biscaretti è l’automobile.

  • A diciannove anni fa già parte dell’Automobile Club di Torino;
  • nel 1902 è tra i primi ad avere la patente;
  • nel corso della sua vita partecipa a moltissime corse automobilistiche.

È quasi naturale che venga scelto per creare il Museo dell’Automobile di Torino.

E in questa avventura si lancia a capofitto, com’è tipico di lui.


Il museo dell’automobile

Carlo Biscaretti concentrò tutti i suoi sforzi nel radunare più modelli di auto possibili.

È incredibile la quantità di corrispondenza, indirizzata alle case automobilistiche, agli studi cinematografici di Hollywood e a privati facoltosi, alla ricerca di donatori di vetture per il museo.

E così Biscaretti riesce a riunire la notevole collezione del museo dell’automobile di Torino, che avrà pure un edificio pensato appositamente dall’architetto Amedeo Albertini.

Del resto, per creare un museo ci vuole un’incredibile profusione di talento, passione e impegno, come lui stesso ammette:

 “È un’impresa che trascende le modeste possibilità dell’uomo qualunque e richiede doti eccezionali, quali il cervello di un veggente, il cuore di un artista, la tenacia di un animo temprato ad ogni battaglia, la superba fede di un pioniere”.


Sono sicura che un’altra pioniera in campo museale sarebbe perfettamente d’accordo con le parole di Biscaretti.

Sto parlando di Adriana Prolo, la fondatrice del Museo del cinema di Torino. Un’altra storia, un’altra grande avventura appassionante, come vi racconto nel mio articolo sul Museo del Cinema.

Tornando a Carlo Biscaretti, consiglio l’approfondimento del Museo dell’Automobile e l’articolo della Rivista Savej.

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Arrivederci alla prossima notizia.