Home » Archivio » Bruttissima

Nel variegato mondo delle fiere della Contemporary Art Week di Torino, quest’anno c’è un nuovo ingresso: Bruttissima.

No, non sto scherzando! Bruttissima esiste davvero! E sono sicura che vi incuriosirà.

Si tratta della nuova proposta del collettivo Simplification Art, che proprio un anno fa ha creato “Brutto”, la nemesi dei like sui social, una sorta di pollice all’ingiù ironico e assolutamente anonimo per dire: “Non mi piace!

E il primo “Brutto” è toccato alla Caserma La Marmora di via Asti, che è stata veramente impacchettata “di brutto”.


Il valore del brutto

Si rivendica insomma il valore del disappunto estetico, del “brutto e basta”, senza altre implicazioni. Del resto, c’è poco da fare, «Se è brutto, è brutto», come afferma lo slogan del collettivo Simplification Art.

Fate presente che gli interventi di Brutto sono sempre legati a spazi specifici, con la volontà di stimolare la riflessione su luoghi, piazze e quartieri di Torino dal punto di vista del loro valore estetico e della loro funzione urbanistica.


Bruttissima in città

Pertanto, Bruttissima è un insieme di luoghi come

  • “Mike chiama Mike”, in una cabina del telefono in corso Siccardi angolo via Cernaia;
  • L’edicola abbandonata “Tuttobrutto”, in via San Tommaso angolo via Pietro Micca;
  • “Brutto” in versione luce d’artista in piazzale Valdo Fusi, perché anche Brutto merita il suo posto nel Natale di Torino;
  •  “Bruttino” e “Bruttina”, «omaggio alla movida negata e all’approdo fantasma» ai Murazzi;
  • Palazzo Nuovo, sarcasticamente definito “nuovo ma sempre brutto”;
  • il Grattacielo Rai “di nessuno”;
  • l’ex zoo di corso Casale, diventato il “Jurassic Park” di Torino;
  • il girone dantesco di piazza Baldissera, a cui è riservato il nastro adesivo con la scritta “brutto”.

I luoghi di Bruttissima non finiscono qua, sul sito ufficiale c’è la mappa completa per andare a caccia di tutti i “brutti” della città.


Bruttissima è una fiera come le altre

Naturalmente come tutte le fiere d’arte, anche Bruttissima ha i suoi punti di ristoro, cioè i ristoranti che utilizzeranno le tovagliette a tema, per non parlare dei bagni pubblici personalizzati per l’occasione e un negozio con il merchandising ufficiale, Purple di via Rossini.


Ultime battute

Insomma, Bruttissima è un festival diffuso di spazi cittadini messi in discussione con nastri, cartelli, installazioni. Per il solo fatto di essere “brutti”.

Un motivo, direi, più che sufficiente per spingere chi di dovere a provvedere.

Un’ultima raccomandazione. Il collettivo avverte di fare attenzione al meteo, perché “in caso di brutto tempo, fastidi o collezionismo, le opere potrebbero essere danneggiate, rimosse o rubate”.

Non mi resta che augurarvi una buona “Bruttissima” caccia!


Che maratona di fiere quest’anno!

Visto che ci siamo in tema, vi consiglio la mia guida su Come districarsi nel fine settimana della Contemporary Art Week.

Continuate a seguirmi, arTOblog non smette mai di aggiornarvi su mostre ed eventi artistici di Torino.