Home » Epoche » Preistoria » L’arte preistorica di Torino

“Arte preistorica di Torino” tra virgolette perché naturalmente questo titolo contiene un paradosso: Torino non esisteva nella preistoria.

Tuttavia, come in ogni buona storia, vorrei partire dall’inizio, ovvero dalle prime testimonianze di vita dell’uomo preistorico che visse proprio su quel territorio, dove molto tempo dopo sorgerà Torino.

I ritrovamenti del Neolitico

Diversamente dalle prime pagine dei manuali di storia dell’arte, non posso parlarti di pitture parietali, né tantomeno di incisioni rupestri, perché le testimonianze archeologiche sono veramente poche.

 

Tuttavia ti voglio mostrare alcuni oggetti di uso quotidiano, rinvenuti in borgata Sassi – zona Corso Casale, per intenderci – risalenti all’epoca del Neolitico (circa 5700-3400 a.C.):

  • Una punta d’ascia che veniva fissata su manici di legno, creando uno strumento per tagliare, ad esempio alberi.
  • Un anellone in pietra verde alpina, estraibile solo in alcune zone delle Alpi,  come ad esempio in quella del Monviso. Era una sorta di bracciale portato all’altezza del gomito, un oggetto prezioso, se consideriamo la rarità del materiale usato e la qualità della sua levigatura, e quindi anche un chiaro segno di prestigio per chi lo indossava.

La storia di questi manufatti

Probabilmente questi oggetti facevano parte di una sepoltura andata perduta, ipotesi avvalorata dal ritrovamento di manufatti analoghi in alcune tombe della Francia del Nord.

E non è tutto! Utensili di tale fattura sono stati rinvenuti non solo in Francia, ma in tutta Europa.

Siamo quindi di fronte a un primo esempio di  artigianato locale, che rivestì un ruolo molto importante negli scambi commerciali con le popolazioni al di là delle Alpi.

Infatti, durante il Neolitico alcuni villaggi del Piemonte si specializzarono nella realizzazione di utensili in pietra verde alpina, grazie alla loro posizione vicina al Monviso. Si trattava di una produzione di notevole qualità tecnica, che riuscì a diffondersi in tutta Europa, sfruttando le direttrici dei corsi d’acqua.

Insomma, l’avresti mai detto? Siamo di fronte a primitive forme di “eccellenze del territorio”, commercializzate all’estero. 😉


Ma ora, che dici di andare a vederli dal vivo? Li puoi trovare al Museo di Antichità di Torino.

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Arrivederci alla prossima… cioè al prossimo post, che tratterà dell’età del Ferro a Torino 😉