Home » Epoche » Età romana » L’anfiteatro di Iulia Augusta Taurinorum

Anche se mancano prove di tipo archeologico, molto probabilmente Iulia Augusta Taurinorum era dotata di un anfiteatro fuori dalle mura cittadine, proprio come tutte le città dell’Impero romano di una certa grandezza ed importanza.

Ma che cos’è esattamente un anfiteatro?

L’anfiteatro è uno degli edifici più importanti della città romana, usato per spettacoli di intrattenimento di grande successo, dai più ricchi ai più poveri.

Differenze tra l’anfiteatro e il teatro romano

Differenze tra anfiteatro e teatro - post it

La struttura

L’anfiteatro romano è composto dall’ arena, una zona centrale a forma ellittica coperta di sabbia, dove avvenivano i combattimenti; e dalla cavea, le gradinate in muratura distribuite intorno all’arena, dove il pubblico assisteva agli spettacoli in settori divisi in base al censo.

Infatti le autorità sedevano in prima fila, dietro di loro trovavano posto i militari e poi gli spettatori comuni. Le donne invece erano accomodate più in alto, tenute lontane dalla brutalità del tipo di spettacolo e dalla volgarità dei commenti maschili.

Inoltre la cavea era circondata da un muro da cui partivano i montanti che reggevano il velario, il tendaggio che riparava gli spettatori dal sole.

Il programma degli spettacoli

Programma spettacoli anfiteatro

L’importanza dei giochi dell’anfiteatro

Per gestire questo tipo di intrattenimento erano necessari molti locali di servizio attorno all’area dell’anfiteatro, dai magazzini per custodire le attrezzature e le scenografie, alle gabbie per gli animali, alle zone di allenamento dei gladiatori.

Insomma una grande profusione di mezzi e di spazi. Del resto i giochi dell’anfiteatro erano molto più di semplici forme di svago. Erano degli strumenti di propaganda politica molto efficaci, grazie ai quali la classe dirigente locale e, in generale, il potere imperiale mostrava il volto più munifico in funzione autocelebrativa.


L’anfiteatro della Torino romana

Come ho precisato all’inizio dell’articolo, per il momento non esiste alcuna testimonianza di tipo archeologico dell’anfiteatro di Iulia Augusta Taurinorum.

Tuttavia è ragionevole pensare che la Torino romana fosse dotata di un anfiteatro, dal momento che persino altri centri minori del Piemonte ne possedevano uno (Segusium, Eporedia, Augusta Bagiennorum).

Verosimilmente era un edificio a pianta ellittica, con due ordini porticati e un terzo ordine a loggione coperto dal velario, come testimoniano i resti archeologici di altre città romane di uguali dimensioni.

Questioni cronologiche

Probabilmente la sua edificazione è avvenuta tra il I e il II secolo d. C., nel periodo di maggior fioritura della città a livello politico, demografico (5-6 mila abitanti) e urbanistico.

Dev’essere rimasto in uso almeno fino alla fine del IV secolo, quando il primo vescovo di Torino, Massimo, vieta ai cristiani di assistere agli spettacoli teatrali e gladiatori.

La posizione

Secondo la prassi comune, l’anfiteatro romano dev’essere stato costruito fuori le mura per questioni di ordine pubblico, in una zona però di facile accesso sia per i cittadini, sia per gli abitanti del contado, ovvero nei pressi di una via principale.

collocazione anfiteatro-romano (Piantina tratta da ©disegno GAT 2009)
 ©disegno GAT 2009

Oggi si ipotizza che l’anfiteatro di Iulia Augusta Taurinorum si trovasse a sud-est, fuori dalla Porta Principalis Sinistra (o Porta Marmorea, secondo la denominazione di epoca medievale), nell’area compresa tra le attuali via Arcivescovado e via Arsenale, nell’isolato che oggi ospita la Scuola di Applicazione dell’Esercito.

Immaginate: i cittadini della Torino romana percorrevano il cardo massimo, attraversavano la Porta Marmorea, continuavano lungo una strada extra-urbana, fiancheggiata da case di campagna e sepolcri e arrivavano all’anfiteatro, dove si univano agli altri abitanti del contado, accorsi ad assistere allo spettacolo.

Perché questa collocazione?

Esistono alcune fonti documentarie che attestano l’esistenza di un anfiteatro di epoca romana collocato fuori la Porta Marmorea.

Nel 1573 lo storico Emanuele Filiberto Pingone, autore della prima storia di Torino, intitolata “Augusta Taurinorum”, parla dell’anfiteatro, e precisamente:

  • Lo colloca fuori dalla Porta Marmorea;
  • Fa risalire la distruzione della costruzione al 1536, quando il re di Francia, Francesco I, occupa la città e rade al suolo le case e gli edifici fuori le mura;
  • Fa riferimento a frammenti di iscrizioni romane e resti architettonici, rinvenuti nell’area dell’anfiteatro, ai suoi tempi paludosa.

Nel Cinquecento anche l’umanista Domenico della Bella, detto il Maccaneo, e il giurista Guido Panciroli confermano questa collocazione.

Altri indizi

Prove della collocazione dell’anfiteatro fuori dalla Porta Marmorea si ricavano anche dal repertorio cartografico:

Confronto tra la carta di fine 500 e quella del Sanfront (dal periodico Taurasia - 2013)
Confronto tra la carta di fine ‘500 e quella del Sanfront (dal periodico Taurasia-2013)
  • In una carta di un anonimo di fine Cinquecento, conservata all’Archivio di Stato di Torino, ciò che resta dell’anfiteatro è indicato a ridosso della strada che esce da Porta Marmorea, all’incrocio con un’altra, che si biforca verso la Cittadella.
  • In una carta dell’Archivio di Stato di Torino, attribuita a Ercole Negro di Sanfront e datata 1618, vi è disegnata un’ellisse proprio nella stessa area identificata dalla carta di fine Cinquecento, zona in cui sorgerà l’Arsenale di Torino, antenato della Scuola di Applicazione dei giorni nostri.

Viene quindi avvalorata l’ipotesi della collocazione dell’anfiteatro tra le attuali via Arcivescovado e via Arsenale.

sovrapposizione della carta del Sanfront con l'attuale tracciato stradale (dal periodico Taurasia-2013)
sovrapposizione della carta del Sanfront con l’attuale tracciato stradale
(dal periodico Taurasia-2013)

Un ritrovamento significativo

Un tratto di collettore fognario conservato all’interno del parcheggio ACI di via Roma. Fotografia di Marco Saroldi, 2010. © MuseoTorino
Un tratto di collettore fognario conservato all’interno
del parcheggio ACI di via Roma.
Fotografia di Marco Saroldi, 2010.
© MuseoTorino

All’incrocio tra via Roma e via dell’Arcivescovado è stato rinvenuto un grande collettore fognario di età romana, oggi visibile nel parcheggio sotterraneo ACI di via Roma.

Le dimensioni e la collocazione fuori le mura fanno ipotizzare che fungesse da infrastruttura di servizio per un edificio importante.

E se fosse proprio per il nostro anfiteatro?

Un rilievo a tema

stele romana raffigurante due gladiatori - Museo di Antichità di Torino
stele romana raffigurante due gladiatori
Museo di Antichità di Torino

A proposito di gladiatori, al Museo di Antichità di Torino puoi trovare un rilievo marmoreo molto significativo, datato tra il I secolo e il II secolo d. C.

Rinvenuto nel 1877 presso la chiesa parrocchiale di Grugliasco, raffigura due gladiatori in combattimento.

Data la presenza di due lettere dell’alfabeto, il rilievo potrebbe essere un frammento di un monumento funebre, magari proprio di un gladiatore di Iulia Augusta Taurinorum.

Ricapitolando

Abbiamo testimonianze documentarie, riferimenti cartografici, indizi archeologici e un frammento marmoreo. Forse questa è proprio l’occasione giusta per dire che più indizi fanno la prova che Iulia Augusta Taurinorum avesse un anfiteatro.

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